{"id":78301,"date":"2026-07-31T16:26:52","date_gmt":"2026-07-31T14:26:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=78301"},"modified":"2026-07-31T16:27:17","modified_gmt":"2026-07-31T14:27:17","slug":"charlie-e-i-tigli-di-vitruvio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/07\/31\/charlie-e-i-tigli-di-vitruvio\/","title":{"rendered":"Charlie e i tigli di Vitruvio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #00ccff;\">Riceviamo e pubblichiamo un breve racconto sulla gestione dell&#8217;abbattimento dei tigli in Piazza Andrea Costa a Fano lo scorso aprile\u00a0<\/span><\/p>\n<h5><strong>di Federica Branchini<\/strong><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei raccontare la mia breve storia a chi, con indulgenza, sapr\u00e0 ascoltarla. Mi chiamo <span style=\"color: #00ccff;\">Charlie<\/span> e sono un invisibile atomo di carbonio. In compagnia di due atomi di ossigeno formo la briosa anidride carbonica. Dopo tanto girovagare mi ritrovai a bazzicare piazza Andrea Costa nel centro storico di Fano, una cittadina fondata dai romani dirimpetto al mare Adriatico. In un mite mattino d\u2019aprile, venni catturato dalla foglia di un tiglio che da decenni abbelliva la storica piazza. Entrai tramite uno stoma, scontrandomi con molte molecole di ossigeno che correvano in direzione opposta per mescolarsi all\u2019aria. Mentre io, all\u2019oscuro del mio destino, ero spaventato, loro volavano verso la libert\u00e0 sprigionando gioia da tutti i pori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Presto mi separai anch\u2019io dalla stabile triade: infatti, dirottato nei cloroplasti, inzuppato d\u2019acqua fino al collo e accecato dalla luce, mi ricombinai, andando a inserirmi nell\u2019ossatura del nobile glucosio. Cos\u00ec finii incastrato nella morsa di un piccolo ciclo oppresso dalla calca. Alla comitiva si era aggiunto perfino quel narciso dell\u2019idrogeno! L\u2019immobilit\u00e0 mi fece rimpiangere il lungo piroettare nel cielo e provare invidia per l\u2019ossigeno che, solo soletto, aveva ripreso la via della frivolezza. Che shock passare in un lampo dalla leggerezza del gas alla solidit\u00e0 del cristallo!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mentre stizzito mi disperavo, gli altri miei coinquilini iniziarono a rimproverarmi. Mi dissero che persino uno sciocco avrebbe capito, meglio di me, lo straordinario miracolo della fotosintesi! Da carbonio inorganico ero diventato il protagonista assoluto della molecola organica alla base della vita! Dovevo essere fiero di essere stato acciuffato dalla foglia anzich\u00e9 finire intrappolato in un calcare millenario. \u00abCos\u00ec hai contribuito a rinnovare il veloce ciclo dell\u2019esistenza!\u00bb, incalzavano i miei vicini e io non osai lamentarmi oltre. Rassicurato, scorrevo in un liquido viscoso e dolce, simile a uno sciroppo, diretto verso il ramo, poi nel tronco e gi\u00f9 fino alle radici. Posto poco al di sotto della corteccia, il canale in cui scivolavo si chiama \u00ab<em>libro<\/em>\u00bb. Compresi allora senza dubbio che l\u2019albero \u00e8 davvero una soave biblioteca verticale, e sentii che nulla di grave mi sarebbe mai accaduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante quella lenta discesa, per\u00f2, un forte rumore sal\u00ec dalla piazza. Sembrava il ruggito di una motosega: un fracasso improvviso che fece a pezzi il silenzio e la sacralit\u00e0 della mia missione. Fui colto dal panico. E quando quel rombo cambi\u00f2 in un sibilo metallico, capii che le lame stavano sfiorando il legno, e la speranza mi abbandon\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, una calma repentina mi riscosse. I motori si azzittirono, ma il silenzio dur\u00f2 un attimo, squarciato da un coro di voci infuriate: \u00abGi\u00f9 le seghe dai tigli! Gi\u00f9 le seghe dai tigli!\u00bb Sentii allora la pressione di tante braccia, uno scudo umano che stringeva l\u2019albero in un amorevole abbraccio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando la protesta ammutol\u00ec, mi giunse, amplificato dal megafono, il discorso di un manifestante: \u00abQuel che resta della basilica di Vitruvio potr\u00e0 emergere senza sacrificare gli alti tigli! I monumenti della natura e della storia possono dimorare insieme. Salviamo i tigli dai tagli!\u00bb Le grida trovarono l\u2019eco di una folla sempre pi\u00f9 numerosa e battagliera. Fu cos\u00ec che un lungo corteo si avvi\u00f2 verso il vicino municipio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito avvisato, il sindaco si diede alla macchia, lasciando la seguente dichiarazione: \u00abI tigli saranno abbattuti. I resti della celebre basilica, descritta da Vitruvio nel trattato latino <em>De Architectura<\/em>, devono essere riportati alla luce. Queste sono grandi giornate per Fano e una scoperta scientifica e culturale di tale prestigio non pu\u00f2 essere fermata\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel frattempo le forze dell\u2019ordine stavano gi\u00e0 sgombrando piazza Andrea Costa: le motoseghe poterono cos\u00ec dare inizio alla mattanza. Un pezzo alla volta, a uno a uno, i tigli caddero a terra: i tonfi risuonavano come disperati rintocchi di campane suonate a lutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un ceppo ruzzolato al suolo c\u2019ero io. La luce del giorno, l\u00ec per l\u00ec, mi accec\u00f2, ma appena ripresi a vedere, misi a fuoco la desolazione tutt\u2019attorno. Il perimetro della piazza era delimitato da una ventina di monconi: rovine recenti accanto a rovine antiche. Sfrattati dai loro nidi, merli, colombacci e cinciallegre vagavano disperati. Fu proprio un merlo a beccarmi, cercando forse consolazione nella linfa zuccherina. Lontano dagli scavi di Vitruvio presto fui digerito e mi ritrovai di nuovo a volteggiare nell\u2019aria, stretto ai soliti due inseparabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se mai dovessi di nuovo finire in una foglia, vorrei che fosse quella di un albero dal destino meno ingrato dei tigli di Fano. Desidererei trattenermi molto pi\u00f9 tempo nella pianta, con la speranza di tessere le lunghe catene del prezioso amido, essenziale riserva di energia per tutti gli esseri viventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho saputo del disappunto e della pena di tanti cittadini che oggi, passando nei pressi della piazza assolata e torrida, rimpiangono non solo l\u2019allegria del variegato cinguettio e la frescura creata dalle ampie fronde, ma anche il profumo di miele che i fiori dei tigli diffondevano nell\u2019aria, all\u2019imbrunire delle sere d\u2019inizio estate. \u00c8 un profumo che sa di storie del passato, l\u00e0 dove gli scavi ci riportano; ma sar\u00e0 soltanto il prendersi cura degli alberi a garantirci un futuro pi\u00f9 lieto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo un breve racconto sulla gestione dell&#8217;abbattimento dei tigli in Piazza Andrea Costa a Fano lo scorso aprile\u00a0 di Federica Branchini Vorrei raccontare la mia breve storia a chi, con indulgenza, sapr\u00e0 ascoltarla. 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