{"id":79518,"date":"2026-09-16T13:49:12","date_gmt":"2026-09-16T11:49:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=79518"},"modified":"2026-09-16T13:49:24","modified_gmt":"2026-09-16T11:49:24","slug":"raccontare-il-tempo-il-nuovo-festival-nei-borghi-con-lo-sguardo-sulla-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/09\/16\/raccontare-il-tempo-il-nuovo-festival-nei-borghi-con-lo-sguardo-sulla-storia\/","title":{"rendered":"\u2018Raccontare il tempo\u2019:\u00a0il nuovo Festival nei borghi con lo sguardo sulla storia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ffff;\"><strong><em>Al via la rassegna nata dalla sinergia tra \u2018Macchie e Inchiostri\u2019 e \u2018Iscop\u2019. Cinque Comuni coinvolti: \u00abStudiosi e saggisti di rilievo nazionale per una divulgazione autorevole\u00bb<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conto alla rovescia per la prima edizione di \u201c<strong>Raccontare il tempo<\/strong>\u201d, nuova rassegna itinerante dedicata alla storia contemporanea e al racconto della memoria collettiva. Il Festival si aprir\u00e0 <strong>domenica 27 settembre<\/strong>, con incontri ad ingresso gratuito in cinque Comuni del territorio (Terre Roveresche, San Costanzo, Fermignano, Colli al Metauro e Cantiano) che vedranno dialoghi e contributi di storici, saggisti e divulgatori di rilievo nazionale. La manifestazione \u00e8 organizzata dall\u2019associazione \u201cMacchie e Inchiostri\u201d in collaborazione con l\u2019Iscop (Istituto di storia contemporanea della provincia di Pesaro e Urbino) e con il patrocinio della Provincia e dei Comuni che ospitano la manifestazione. Il programma della rassegna &#8211; che includer\u00e0 focus su temi come anni di piombo, Tangentopoli e boom economico &#8211; \u00e8 stato presentato in Provincia dal presidente dell\u2019associazione \u2018Macchie e Inchiostri\u2019 <strong>Paolo Frigerio <\/strong>e dal vicedirettore scientifico dell&#8217;Iscop <strong>Marco Labbate<\/strong>. \u00abL\u2019obiettivo \u2013 hanno spiegato i promotori \u2013 \u00e8 avvicinare il pubblico ai grandi temi del Novecento e della storia recente, attraverso una prospettiva accessibile e plurale\u00bb. Presenti il sindaco di San Costanzo<strong> Domenico Carbone<\/strong>, il vicesindaco di Terre Roveresche <strong>Claudio Patregnani <\/strong>e l\u2019assessore di Colli al Metauro<strong> Francesco Tadei<\/strong>, in rappresentanza dei Comuni coinvolti. \u00abManifestazioni di questo tipo \u2013 ha evidenziato<strong> Carbone<\/strong> &#8211; sono sempre molto partecipate nei territori. Dietro c\u2019\u00e8 un impegno notevole: ringraziamo gli organizzatori per la qualit\u00e0 della proposta, che riesce a mettere insieme pi\u00f9 Comuni con un lavoro notevole e importante\u00bb. \u00abTra \u2018Macchie e Inchiostri\u2019 e Colli al Metauro c\u2019\u00e8 una collaborazione di lunga data \u2013 ha detto <strong>Tadei<\/strong> -. Fare rete \u00e8 un valore aggiunto, il metodo seguito \u00e8 giusto: cos\u00ec i territori si conoscono e integrano\u00bb. \u00abSiamo sicuri che la rete territoriale del Festival si amplier\u00e0 ulteriormente nei prossimi anni, come gi\u00e0 accaduto per altre rassegne &#8211; ha sottolineato<strong> Patregnani<\/strong> -. Gli incontri catalizzeranno la platea perch\u00e9 riflettere sul passato agevola la comprensione del presente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><u>Di seguito il programma e i relatori:<\/u><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Domenica 27 settembre \u2013 Orciano, CineAuditorium Santa Caterina &#8211; ore 17.30<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<strong>Neri e rossi: terrorismo e strategia della tensione negli anni Settanta\u201d<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mirco Dondi<\/strong> dialoga con <strong>Andrea Quattromini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019incontro \u2013 spiegano gli organizzatori \u2013 approfondir\u00e0 gli anni di piombo, dal tragico attentato di piazza Fontana, atto tristemente inaugurale della strategia della tensione e dell\u2019eversione nera, fino alla lotta armata del terrorismo rosso: un fenomeno che sfocia, nella seconda met\u00e0 del decennio, in un attacco diretto al cuore dello Stato e in una diversa, ma altrettanto brutale, scia di sangue\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Mirco Dondi\u00a0<\/strong>\u00e8 professore associato di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Bologna. Dal 2009 dirige il Master di Comunicazione storica dell\u2019Universit\u00e0 di Bologna, \u00e8 direttore scientifico di \u00abBibliomanie\u00bb\u00a0ed \u00e8\u00a0responsabile scientifico dell\u2019Archivio italiano della memoria\u00a0Mneo. Le sue ricerche si concentrano sull\u2019intreccio tra violenza politica, istituzioni, informazione e opinione pubblica nel corso della storia dell\u2019Italia repubblicana. Dopo essersi dedicato alle tensioni del periodo resistenziale e del dopoguerra\u00a0nei saggi\u00a0\u201cLa lunga liberazione\u201d\u00a0(Editori Riuniti, \u00a01999) e \u201cLa Resistenza tra unit\u00e0 e conflitto\u201d\u00a0(Bruno Mondadori, 2004),\u00a0ha dedicato particolare attenzione alla strategia della tensione. I suoi libri\u00a0\u201cL\u2019eco del boato. Storia della strategia della tensione 1965-1974\u201d\u00a0\u00a0(Laterza 2015) e\u00a01\u201d2 dicembre 1969. Piazza Fontana\u201d\u00a0(Laterza 2018) sono punti di riferimento imprescindibili dello studio dello stragismo italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Andrea Quattromini<\/strong> \u00e8 dottorando in Scienze storiche in et\u00e0 contemporanea all\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo e ha conseguito il diploma in Affari europei all\u2019Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi). \u00c8 membro della redazione della rivista \u201cStoria e problemi contemporanei\u201d e ha collaborato alla trasmissione \u201cPassato e presente\u201d. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia delle culture politiche nell\u2019Italia repubblicana, con particolare attenzione al post-azionismo e al liberalismo italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sabato 3 ottobre \u2013 San Costanzo, Teatro della Concordia &#8211; ore 17.30<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dalla Repubblica dei partiti alla Repubblica della televisione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riccardo Brizzi <\/strong>dialoga con<strong> Silvia Benini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abNegli anni Ottanta \u2013 evidenziano i promotori &#8211; l&#8217;Italia entra in una stagione di grandi trasformazioni. Mentre i partiti di massa perdono radicamento e autorevolezza, la televisione conquista il centro della vita pubblica, cambiando il modo di fare politica, di informare e di costruire il consenso. Dai primi talk show alla spettacolarizzazione del confronto politico, fino al racconto televisivo di Tangentopoli, il piccolo schermo accompagna e accelera la crisi della cosiddetta &#8220;Prima Repubblica&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Riccardo Brizzi <\/strong>\u00e8 professore ordinario di Storia contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 di Bologna, dove dirige il Dipartimento delle Arti e il Master in Comunicazione e Marketing dello Sport.. \u00c8 stato visiting professor presso numerose universit\u00e0 europee. I suoi interessi di ricerca riguardano principalmente la storia politica europea del Novecento (con particolare riguardo alla storia contemporanea dell\u2019Italia e della Francia), la storia della comunicazione politica e i rapporti tra sport, politica e societ\u00e0. Tra le sue pubblicazioni pi\u00f9 recenti si segnalano: \u201cLa Francia di Macron\u201d (il Mulino 2017 con M. Lazar); \u201cStoria della coppa del mondo di calcio (1930-2018): politica, sport, globalizzazione\u201d (Mondadori Education, con Sbetti); \u201cIl calcio degli italiani. Media, politica e societ\u00e0 (1968-2006)\u201d (Il Mulino, 2026, con Garofalo e Mazzei).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Silvia Benini<\/strong> \u00e8 borsista di ricerca all&#8217;Istituto Italiano per gli Studi Storici di Napoli, docente di Storia contemporanea presso l&#8217;Istituto di Alti Studi Carlo Bo e coordinatrice di redazione della rivista \u201cRicerche di Storia Politica\u201d. I suoi interessi di ricerca si concentrano sulla storia politica ed elettorale dell&#8217;Italia contemporanea e sulla didattica della storia. Da questo secondo filone deriva la monografia in corso di pubblicazione \u201cThe Idea of the Nation in History Textbooks. A Comparative Analysis of Post-Colonial Senegal and Zambia\u201d (Affinit\u00e0 Elettive).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sabato 10 ottobre \u2013 Fermignano, ex Mattatoio, ore 17.30<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Repubblica: immagini e linguaggi nelle trasformazioni dei suoi 80 anni di storia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maurizio Ridolfi <\/strong>dialoga con <strong>Marco Labbate<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl fondativo \u201cmomento repubblicano\u201d \u2013 sottolineano gli organizzatori &#8211; ha innervato nella storia\u00a0d\u2019Italia i valori costituzionali e\u00a0le narrazioni di\u00a0una Repubblica che mutevoli immagini e linguaggi hanno rappresentato nello scorrere dei decenni e delle loro trasformazioni. Le diverse generazioni di italiani e italiane lo vivono tutt&#8217;oggi\u00a0come\u00a0un cantiere aperto di memorie e identit\u00e0, di cui occorre\u00a0indagare i simboli e i riti, le ricezioni mutevoli e le molteplici rappresentazioni\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Maurizio Ridolfi<\/strong> \u00e8 professore ordinario di Storia Contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 della Tuscia. Ha fondato e coordina (con Fulvio Conti) la direzione della rivista storica \u201cMemoria e Ricerca\u201d (il Mulino). \u00c8 membro del comitato consultivo di riviste di storia in Francia (\u201cParlement (s)\u201d), Spagna (\u201cPasado y M\u00e9moria\u201d, \u201cAlcores\u201d) e Portogallo (\u201cLer Historia\u201d). Pi\u00f9 volte\u00a0visiting professor\u00a0all\u2019estero (in particolare a Parigi, Ehess e SciencesPo), ha insegnato anche a Roma Tre. Presiede il Centro di Studi Europei e Internazionali. Si occupa di storia della politica nei suoi aspetti istituzionali, educativo-culturali e simbolico-rituali. Ha diretto i progetti nazionali di ricerca; \u201c2 giugno. Nascita, storia e memorie della Repubblica\u201d (Viella 2020); \u201cLessico per la Repubblica. Dal Risorgimento all\u2019integrazione europea\u201d (Il Mulino, 2026), \u201cL\u2019Italia della Repubblica. Ottant\u2019anni di storia (1946-2026)\u201d (Carocci 2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marco Labbate<\/strong> \u00e8 dottore di ricerca all\u2019Universit\u00e0 di Urbino, vicedirettore scientifico dell\u2019Istituto di Storia Contemporanea di Pesaro-Urbino e membro della redazione della rivista \u201cStoria e problemi contemporanei\u201d.\u00a0Il suo principale ambito di ricerca \u00e8 lo studio del pacifismo e dell\u2019obiezione di coscienza. Tra le sue ultime pubblicazioni si segnalano: \u201cUn\u2019altra patria. L\u2019obiezione di coscienza al servizio militare nell\u2019Italia repubblicana\u201d (Pacini, 2020) e \u201cNon un uomo n\u00e9 un soldo. Obiezione di coscienza e servizio civile a Torino\u201d (Ega, 2022).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sabato 17 ottobre \u2013 Saltara (Colli al Metauro), Chiesa del Gonfalone, ore 17.30<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa \u00e8 rimasto degli anni Ottanta? La storia e alcune radici del nostro presente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gianluca Scroccu<\/strong> dialoga con <strong>Marco Gualtieri<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abL\u2019appuntamento \u2013 rilevano gli organizzatori &#8211; si concentra sul significato del decennio degli anni Ottanta come periodo di cambiamento strutturale della politica e della societ\u00e0 italiana. Partendo dai punti di riferimento internazionale (la guerra fredda vista attraverso il ruolo di Thatcher, Reagan e Gorbaciov), l\u2019approfondimento si soffermer\u00e0 sui cambiamenti del sistema politico italiano. Mentre i partiti iniziano a interrogarsi sulla loro capacit\u00e0 di orientare l\u2019opinione pubblica, il mutamento imposto dai media potenzia il ruolo dei leader, inserendo il tema della personalizzazione e della spettacolarizzazione, dei simboli e dei riti\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gianluca Scroccu <\/strong>\u00e8 professore associato all&#8217;Universit\u00e0 di Cagliari, dove insegna Storia contemporanea, Storia dell\u2019Italia repubblicana e Storia dell\u2019integrazione europea. Nel 2017 \u00e8 stato visiting fellow presso il &#8220;Remarque Institute&#8221; alla New York University. \u00c8 direttore della collana \u00abQuaderni del corso di laurea in filosofia\u00bb. Ha ricevuto il Premio nazionale Fiuggi Storia e il premio nazionale \u201cGiacomo Matteotti\u201d, per il volume \u201cLa sinistra credibile. Antonio Giolitti tra socialismo, riformismo ed europeismo (1964-2010)\u201d (Carocci 2016). Tra le sue pi\u00f9 recenti pubblicazioni: \u201cPiero Gobetti nella storia d\u2019Italia. Una biografia politica e culturale\u201d (Le Monnier 2022); \u201cLa sinistra nell\u2019Italia repubblicana. Dalla Resistenza al Campo Largo\u201d (Carocci, 2023 con A. Tonelli); \u201cSandro Pertini\u201d (Salerno editrice, 2026).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Marco Gualtieri <\/strong>\u00e8 assegnista di ricerca e professore a contratto di Storia contemporanea presso l\u2019Universit\u00e0 di Urbino \u201cCarlo Bo\u201d. \u00c8 vicepresidente dell\u2019Istituto di Storia contemporanea della Provincia di Pesaro Urbino, membro della redazione del \u201cMestiere di storico\u201d e di \u201cStoria e problemi contemporanei\u201d. I suoi interessi di ricerca vertono sulle rappresentazioni pubbliche degli anni Settanta e Ottanta e sulle trasformazioni simboliche e materiali degli spazi urbani, con particolare attenzione al rapporto tra politica e cultura. La monografia \u201cL\u2019Estate romana (1977-1985). La citt\u00e0, la politica, l\u2019effimero (Pacini, 2023)\u201d ha ricevuto il premio Anci- Sissco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sabato 24 ottobre \u2013 Cantiano, Sala della Cultura-Complesso museale di Sant\u2019Agostino, ore 17.30<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Modernit\u00e0 contraddittorie. La casalinga, i consumi e il genere del Miracolo economico<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Enrica Asquer<\/strong> dialoga con<strong> Barbara Montesi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abIl Miracolo economico \u2013 puntualizzano i promotori &#8211; ebbe un genere, oltre che una classe. La modernit\u00e0 dei consumi di massa esigeva una casalinga a tempo pieno, esperta nell&#8217;arte del consumare. Oltreoceano, ai primi anni Sessanta, l&#8217;inchiesta di Betty Friedan aveva gi\u00e0 individuato &#8220;il problema che non ha nome&#8221;, scoprendo un&#8217;inconfessabile insoddisfazione che si celava al di sotto della coltre di aspettative e promesse di felicit\u00e0 che i consumi proiettavano sulle donne della middle class. In Italia, il boom economico convisse a lungo con un quadro sociale molto diversificato e con la lentezza della reale penetrazione dei consumi nelle case delle italiane e degli italiani. Sul piano dell&#8217;immaginario, tuttavia, questa fu una rottura importante, che innesc\u00f2 riflessioni futuristiche su una civilt\u00e0 dominata dalle macchine e rischiosamente priva del rassicurante &#8220;angelo del focolare&#8221; dei bei tempi andati\u00bb. E<strong>nrica Asquer <\/strong>\u00e8 professoressa associata di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 di Genova presso il Dipartimento di Antichit\u00e0, Filosofia e Storia. \u00c8 condirettrice della rivista \u201cItalia contemporanea\u201d ed \u00e8 parte della redazione di \u201cGenre &amp; Histoire\u201d. Le sue ricerche vertono sulla storia della famiglia, delle relazioni di genere e delle culture di consumo in Italia e in Europa in et\u00e0 contemporanea. A questi temi ha dedicato numerosi saggi e due libri: \u201cLa rivoluzione candida. Storia sociale della lavatrice, 1945-1970\u201d (Carocci, 2007) e \u201cStoria intima dei ceti medi\u201d (Laterza, 2011). Pi\u00f9 di recente si \u00e8 occupata delle politiche razziali e delle questioni di cittadinanza nell\u2019Italia fascista e nella Francia di Vichy, partecipando a gruppi di lavoro all\u2019estero e in Italia. Ha pubblicato \u201cCaso per caso. Una storia sociale delle discriminazioni razziali (1938-1943)\u201d (Viella, 2025).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Barbara Montesi <\/strong>\u00e8 professoressa associata di Storia contemporanea all\u2019Universit\u00e0 degli studi di Urbino Carlo Bo, dove insegna Storia contemporanea, Storia dei consumi culturali e Storia visuale. Nel suo percorso di ricerca ha privilegiato i temi legati alla storia dell\u2019infanzia e della famiglia, alla storia sociale delle istituzioni, alla biografia politica e di genere, ai consumi di massa. Negli ultimi anni si \u00e8 indirizzata verso la storia della cultura visuale e cinematografica nel ventennio fascista, con particolare attenzione al rapporto tra sfera pubblica e politica e sfera privata e alla definizione intermediale dei modelli di genere e di et\u00e0.<\/p>\n<p><em>Nella foto, da sinistra: Tadei, Frigerio, Labbate, Carbone, Patregnani\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al via la rassegna nata dalla sinergia tra \u2018Macchie e Inchiostri\u2019 e \u2018Iscop\u2019. Cinque Comuni coinvolti: \u00abStudiosi e saggisti di rilievo nazionale per una divulgazione autorevole\u00bb Conto alla rovescia per la prima edizione di \u201cRaccontare il tempo\u201d, nuova rassegna itinerante dedicata alla storia contemporanea e al racconto della memoria collettiva. 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