{"id":80054,"date":"2026-10-03T13:17:28","date_gmt":"2026-10-03T11:17:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=80054"},"modified":"2026-10-03T13:17:45","modified_gmt":"2026-10-03T11:17:45","slug":"cagli-gruppo-consiliare-fare-comune-corso-xx-settembre-il-rispetto-del-passato-in-superficie-ma-con-il-futuro-nel-sottosuolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/10\/03\/cagli-gruppo-consiliare-fare-comune-corso-xx-settembre-il-rispetto-del-passato-in-superficie-ma-con-il-futuro-nel-sottosuolo\/","title":{"rendered":"Cagli, Gruppo consiliare Fare Comune: &#8220;Corso XX Settembre: il rispetto del passato in superficie, ma con il futuro nel sottosuolo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Luned\u00ec 5 ottobre 2026 prenderanno avvio i lavori di rifacimento della pavimentazione di Corso XX Settembre. Si tratta di un intervento importante e atteso, destinato a restituire dignit\u00e0 alla principale via del centro storico, superando l&#8217;attuale pavimentazione in cubetti di porfido, del tutto estranea alla tradizione urbana di Cagli.\u00a0Il nuovo disegno della posa rappresenta un significativo recupero storico. Esso trae infatti origine dalla documentazione fotografica di fine Ottocento e della prima met\u00e0 del Novecento che il Capogruppo consiliare Alberto Mazzacchera ha reperito e trasmesso all&#8217;Ufficio Tecnico, accompagnandola con una specifica relazione storico-scientifica dedicata alle pavimentazioni di Corso XX Settembre e via Lapis. La ricerca ricostruisce le tipologie dei selci, le geometrie di posa, il sistema delle caditoie e il deflusso originario delle acque, consentendo di restituire alla principale via cittadina un&#8217;immagine coerente con la sua storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80055 alignright\" src=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-300x148.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"185\" srcset=\"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-300x148.jpg 300w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-1024x505.jpg 1024w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-768x379.jpg 768w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-1536x758.jpg 1536w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-2048x1010.jpg 2048w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-852x420.jpg 852w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-696x343.jpg 696w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-1068x527.jpg 1068w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-324x160.jpg 324w, https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/Corso-XX-Settembre-Part.-all_altezza-di-Porta-Lombarda-Prima-meta-900-533x261.jpg 533w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/>Occorre anche precisare che i piccoli cubetti rimossi vengono spesso impropriamente definiti <em>sanpietrini<\/em>. I tradizionali sampietrini romani sono infatti blocchi in leucitite, di circa 12 \u00d7 12 centimetri e con un&#8217;altezza prossima ai 18 centimetri, posati &#8220;di testa&#8221; e caratterizzati nella parte inferiore dalla tipica forma troncopiramidale che ne garantisce la stabilit\u00e0. Quelli presenti a Cagli erano invece piccoli cubetti quadrangolari di porfido, con uno spessore di circa cinque centimetri, appartenenti a una tipologia completamente diversa e certamente non idonea, nel tempo, a sopportare i moderni carichi di traffico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se dunque la nuova pavimentazione rappresenta un apprezzabile recupero dell&#8217;immagine storica della citt\u00e0, non va dimenticato ci\u00f2 che si trova sotto la strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proprio mentre il cantiere sta per aprire, torna infatti centrale la mozione depositata dal Capogruppo \u00a0consiliare di Fare Comune il 29 luglio scorso, con la quale si chiedeva che, in occasione del rifacimento del Corso, venisse adottato il principio della separazione delle acque meteoriche di scorrimento e dei pluviali dalle acque reflue. Una soluzione gi\u00e0 sperimentata con successo in via Don Giuseppe Celli e recentemente anche in via Angelo Celli, capace di impedire la risalita di cattivi odori e di roditori attraverso le caditoie, oltre a ridurre progressivamente il carico sulla rete fognaria. Dopo il deposito della mozione, tuttavia, il Consiglio comunale non \u00e8 stato pi\u00f9 convocato e il documento non \u00e8 quindi stato discusso prima dell&#8217;avvio dei lavori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va inoltre ricordato che la relazione storico-scientifica consegnata all&#8217;Ufficio Tecnico non riguardava esclusivamente il disegno della pavimentazione. Essa affrontava gi\u00e0 il tema della raccolta delle acque, proponendo il ritorno alle caditoie lapidee, l&#8217;impiego di pozzetti sifonati e la separazione delle acque meteoriche da quelle reflue quale naturale completamento del recupero storico della strada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;opera pubblica di questa importanza dovrebbe per\u00f2 essere l&#8217;occasione per guardare oltre la sola pavimentazione. Quando si apre completamente una strada del centro storico \u00e8 infatti il momento ideale per realizzare quei sottoservizi che, una volta richiusa la sede stradale, difficilmente potranno essere eseguiti senza demolire un&#8217;opera appena terminata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla separazione delle acque meteoriche da quelle reflue, va previsto l&#8217;interramento delle linee elettriche aeree ancora presenti lungo il Corso, migliorando il decoro urbano e la qualit\u00e0 paesaggistica del centro storico. Allo stesso tempo, la predisposizione di pozzetti con prese elettriche a scomparsa va realizzata al fine di alimentare in sicurezza gli eventi estivi all\u2019aperto, evitando il ricorso a cavi volanti e soluzioni provvisorie che troppo spesso compromettono l&#8217;immagine del centro storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le grandi opere pubbliche rappresentano occasioni che difficilmente si ripetono. Per questo ogni intervento deve essere progettato con uno sguardo rivolto ai prossimi decenni.\u00a0La nuova pavimentazione del Corso costituisce certamente un importante passo avanti e restituisce alla principale via cittadina una configurazione finalmente pi\u00f9 vicina alla sua storia. Sarebbe per\u00f2 auspicabile completare questo intervento con una visione altrettanto lungimirante dei sottoservizi, affinch\u00e9 il rispetto del passato non si fermi alla superficie ma si traduca anche in infrastrutture moderne, efficienti e durevoli. Perch\u00e9 le grandi opere si giudicano non soltanto per ci\u00f2 che si vede, ma anche per ci\u00f2 che pur rimanendo nascosto fa la differenza. \u00c8 nel sottosuolo che si costruisce la qualit\u00e0 di una citt\u00e0 per i prossimi cinquant&#8217;anni.<\/p>\n<pre style=\"text-align: right;\"><em>Gruppo consiliare Fare Comune \u2013 Consiglio Comunale di Cagli<\/em><\/pre>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 5 ottobre 2026 prenderanno avvio i lavori di rifacimento della pavimentazione di Corso XX Settembre. 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