{"id":80889,"date":"2026-10-26T15:36:57","date_gmt":"2026-10-26T14:36:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/?p=80889"},"modified":"2026-10-26T15:37:17","modified_gmt":"2026-10-26T14:37:17","slug":"urbino-galleria-nazionale-delle-marche-chiuse-per-restauro-le-sale-roveresche-ma-5-pale-daltare-diventano-mostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/2026\/10\/26\/urbino-galleria-nazionale-delle-marche-chiuse-per-restauro-le-sale-roveresche-ma-5-pale-daltare-diventano-mostra\/","title":{"rendered":"Urbino, Galleria Nazionale delle Marche: chiuse per restauro le sale Roveresche ma 5 pale d\u2019altare diventano \u201cmostra\u201d"},"content":{"rendered":"<table class=\"vb-row\" role=\"presentation\" border=\"0\" width=\"570\" cellspacing=\"9\" cellpadding=\"0\" bgcolor=\"#f2f2f2\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\" valign=\"top\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proseguono senza sosta a Palazzo Ducale di Urbino gli interventi di riqualificazione impiantistica e di restauro del piano Nobile e del secondo piano e <strong>tra breve prender\u00e0 il via un nuovo intervento \u2013 per un ammontare di quasi 600mila euro \u2013 che riguarder\u00e0 le cinque sale Roveresche del secondo piano e che, di fatto, concluder\u00e0 questo processo quinquennale di lavori<\/strong>.\u00a0Come accaduto negli anni precedenti, <strong>nonostante i lavori non \u00e8 previsto che la Galleria Nazionale delle Marche chiuda al pubblico. Anzi: cinque grandi pale d\u2019altare presenti nelle sale oggetto di restauro continueranno a essere visibili dal pubblico in un altro spazio museale fino alla primavera inoltrata del prossimo anno, costituendo una sorta di mostra temporanea della pittura Cinque-Seicentesca delle Marche<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #00ccff;\"><strong>Lavori precedenti<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gi\u00e0 nel 2022 furono aperti circa 1500 mq di superficie espositiva al secondo piano del Palazzo, in cui trovarono spazio in rinnovate sezioni (due sale di pittura del Cinquecento, sala dei ritratti, sala dei paesaggi, sale delle due donazioni Volponi, sala della Gerusalemme Liberata di Gaetano Lapis, grande sala del Settecento e degli Albani) sia opere della collezione museale non esposte al pubblico, sia opere oggetto di comodato d\u2019uso gratuito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, da Banca Intesa Sanpaolo e dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino.\u00a0Quindi lo scorso mese di giugno si sono conclusi i grandi lavori al piano Nobile legati ai finanziamenti, che hanno visto, tra l\u2019altro la riqualificazione impiantistica dell\u2019intero piano, la realizzazione di un nuovo impianto illuminotecnico e di un nuovo allestimento. Alla conclusione di questo processo i due piani principali che ospitano la quasi totalit\u00e0 della collezione della Galleria Nazionale delle Marche hanno conosciuto un sistematico recupero e una completa messa a norma degli impianti con relativo efficientamento energetico.\u00a0<strong>Adesso prende il via l\u2019ultimo atto di questi interventi che si concluder\u00e0 nel maggio del 2027<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ccff;\">Questioni tecniche<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La necessit\u00e0 di intervenire dopo il riallestimento del dicembre 2021 &#8211; in relazione al progetto \u201c100 opere dai depositi\u201d grazie a cui dalla Pinacoteca di Brera giunsero a Urbino capolavori pittorici del Cinquecento e del Seicento marchigiano &#8211; deriva dall\u2019adeguamento alla normativa vigente in primo luogo dal punto di vista impiantistico (elettrico e antincendio), con modalit\u00e0 operative e tecniche sia in ambito impiantistico, sia di restauro gi\u00e0 sperimentate con chiarezza con i lavori PNRR del piano Nobile, con una positiva ricaduta in termini di celerit\u00e0 d\u2019esecuzione e di consapevolezza delle scelte progettuali.\u00a0Per quanto riguarda sale roveresche oggetto di quest\u2019ultimo intervento, dal punto di vista progettuale le soluzioni sono le medesime gi\u00e0 esperite al piano Nobile e sono legate all\u2019implementazione del sistema di monitoraggio ambientale tramite la stessa sensoristica per il rilevamento di temperatura, umidit\u00e0, polveri sottili, qualit\u00e0 dell\u2019aria, lux, anidride carbonica, sia per aumentare la consapevolezza sullo stato conservativo delle opere sia per portare avanti un pi\u00f9 ampio progetto di monitoraggio delle sale espositive del museo.\u00a0Anche in queste cinque sale, inoltre, saranno installate lampade insetticida per la cattura degli insetti e il monitoraggio degli infestanti ai legni. Le prestazioni ambientali, come esperito nelle nuove sale del secondo piano e al piano Nobile, saranno migliorate attraverso un sistema di efficientamento energetico determinato dall\u2019uso di sensoristica capace di minimizzare i consumi (per esempio l\u2019accensione delle luci di sala in presenza di visitatori), nonch\u00e9 tramite le sedute riscaldanti per visitatori e custodi per rendere pi\u00f9 confortevole la permanenza nel museo nei mesi invernali. L\u2019integrazione con i sistemi e le reti informatiche \u00e8 garantita dall\u2019estensione del progetto di rete attuato al piano Nobile, con un rapido collegamento per tutte le attivit\u00e0 manutentive e di sicurezza. Tramite l\u2019intervento proposto si attua quindi la piena messa a norma impiantistica delle sale roveresche, nonch\u00e9 il restauro delle superfici pavimentali in cotto e delle superfici lapidee, decorate e non, di portali e dei camini. Infine la tinteggiatura a bianco di calce delle pareti conferir\u00e0 il decoro dovuto a queste splendide sale, interessate da lavori di restauro nel lontano 1977-78.\u00a0Dal punto allestitivo non si prevedono aggiornamenti sostanziali se non nei sistemi di ancoraggio delle opere, in continuit\u00e0 con quanto progettato e realizzato al piano Nobile per le pale d\u2019altare e per i dipinti da cavalletto, e cio\u00e8 con sistemi di bloccaggio che non vincolino telai e traverse ma prediligano lo scarico omogeneo del peso sulle basi e l\u2019antiribaltamento perimetrale. Le sale espositive si avvarranno di un minor \u201crumore\u201d legato alla presenza degli impianti, in quanto essi saranno raggruppati, come gi\u00e0 avvenuto al piano Nobile, in un unico totem impiantistico (una specie di centralina pressoch\u00e9 invisibile) dove confluiranno: apparecchiature di rete, sensori microclimatici, antincendio, telecamere e sensori volumetrici per la sicurezza e il diffusore sonoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ccff;\">Le cinque pale diventano \u201cmostra temporanea\u201d<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In occasione dei lavori, che si concluderanno nel mese di maggio del prossimo anno, cinque pale d\u2019altare tra le pi\u00f9 notevoli della collezione museale sono esposte temporaneamente negli spazi del settore mostre, al piano terra di Palazzo Ducale, diventando per circa sette mesi una sorta di mostra temporanea di pale d\u2019altare del Cinquecento e Seicento marchigiano. Si tratta di:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Federico Barocci<br \/>\n(Urbino, 1533 &#8211; 1612)<br \/>\n<em>La Crocifissione con i Dolenti<\/em><br \/>\n1566-1567<br \/>\nolio su tela, cm 288 \u00d7 161, inv. D 85<br \/>\ndalla chiesa del Crocifisso, Urbino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera fu richiesta dal conte Pietro Bonarelli, cortigiano e ministro di Guidubaldo II, per la propria cappella gentilizia. Punto di riferimento per Barocci fu la Crocifissione di Tiziano per Ancona (1558). Da qui deriva la forte componente luministica e il cromatismo che investe ogni dettaglio, uniti a una pittura veloce e compendiaria nelle figure degli angeli. Nel dipinto appare per la prima volta, oltre il legno della croce, il paesaggio urbinate, che diverr\u00e0 una costante nelle successive opere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Federico Barocci<br \/>\n<em>Madonna col Bambino, i Santi Simone e Giuda Taddeo e i donatori (Madonna di San Simone)<\/em><br \/>\n1567 ca.<br \/>\nolio su tela con inserto in carta, cm 283 \u00d7 190, inv. D 84<br \/>\ndalla chiesa di San Francesco, Urbino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera \u00e8 entrata nel museo con le soppressioni post-unitarie degli ordini religiosi. Fu probabilmente dipinta nel 1567 e la sua realizzazione fu lunga, come testimonia l\u2019esistenza di numerosi disegni preparatori, tra cui un importante schizzo sul retro di una lettera del 1565. Barocci, ormai maturo, integra suggestioni di Raffaello e Correggio sulla giovanile matrice zuccaresca. L\u2019inserimento del ritratto della donna su carta denota l\u2019interesse per una restituzione quanto pi\u00f9 possibile vicina al dato reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simone Cantarini<br \/>\n<em>Madonna col Bambino in gloria e i Santi Barbara e Terenzio<\/em><br \/>\n1630 ca.<br \/>\nolio su tela, cm 350 \u00d7 180, reg. cron. Brera 6002<br \/>\nin deposito dalla Pinacoteca di Brera (2021); dalla chiesa di San Cassiano, Pesaro<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dipinta per la parrocchia in cui Cantarini fu battezzato, la pala fu realizzata quando Simone aveva poco pi\u00f9 di 18 anni. Non ancora influenzato dalla cultura di Guido Reni, risente della pittura di Claudio Ridolfi e del naturalismo di Giovan Francesco Guerrieri e di Carlo Bononi. La presenza della santa indica la congregazione della Pia Unione di Santa Barbara, probabile committente della tela, con sede in San Cassiano. Nel volto di San Terenzio, protettore di Pesaro, si riconosce l\u2019autoritratto dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Orazio Gentileschi<br \/>\n<em>La Visione di Santa Francesca Romana<\/em><br \/>\n1618-1620<br \/>\nolio su tela, cm 270 \u00d7 157, inv. D 96<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Galleria Nazionale delle Marche dal 1941; collezione Rosei, Fabriano; dalla chiesa di Santa Caterina Martire dei Benedettini olivetani, Fabriano.\u00a0Il dipinto raffigura un miracolo pi\u00f9 volte ripetuto nella vita di Santa Francesca Romana: l\u2019aver ricevuto Ges\u00f9 Bambino dalla Vergine. La pala, uno dei vertici pittorici di Gentileschi, risente dei dettami controriformistici e come tale arricchisce il realismo caravaggesco di un nuovo carattere devozionale. Il pittore inserisce nell\u2019evento soprannaturale, evidenziato dalla luce dorata, brani di intimit\u00e0 e quotidianit\u00e0 propri della poetica caravaggesca, come la pantofola della santa e i gradini scalfiti dall\u2019uso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Guerrieri<br \/>\n<em>San Vittore<\/em><br \/>\n1652<br \/>\nolio su tela, cm 252 \u00d7 182, inv. D 100<br \/>\nIscrizioni: \u201cFranciscus Guerrierus fec. A. D. 1652\u201d<br \/>\ndalla chiesa di Santa Lucia, Urbino<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opera riporta la firma e la data nella spada. \u00c8 una delle ultime tele del forsempronese, in cui si esprimono i caratteri del suo periodo pi\u00f9 tardo. Al caravaggismo giovanile \u00e8 subentrato il linguaggio della pittura centroitaliana, soprattutto emiliana, nella quale Guercino diventa per Guerrieri il riferimento pi\u00f9 alto. Il ricordo di Caravaggio \u00e8 ancora evidente negli abiti abbandonati a terra o nel mantello del santo; il paesaggio invece, luminoso e malinconico a un tempo, \u00e8 interamente guercinesco.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"color: #00ccff;\">Note autoriali<\/span><\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma chi sono gli autori delle cinque pale d\u2019altare che per sette mesi si vbedranno temporaneamente al piano terra della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Federico Barocci<\/strong> \u00e8 stato uno dei maggiori esponenti della pittura italiana ed europea. Fu un riferimento cruciale per la formazione dei bolognesi Carracci e, a livello pi\u00f9 ampio, di Rubens: rielaborando l\u2019opera di Raffaello e di Tiziano traghett\u00f2 la pittura dalla grande maniera romana alle soglie del barocco. Nacque a Urbino da una famiglia di origini lombarde (suo avo era lo scultore Ambrogio Barocci, attivo per Federico da Montefeltro) e, dopo una prima formazione artistica con Battista Franco, si fece conoscere a Roma per la brillante impresa degli affreschi del Casino di Pio IV in Vaticano (1560-63). Rientrato a Urbino per una malattia che ne compromise per sempre la salute, port\u00f2 avanti nel tranquillo isolamento del ducato roveresco un inesorabile rinnovamento dell\u2019arte moderna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Simone Cantarini<\/strong> \u00e8 stato un pittore geniale, precoce e prolifico, un disegnatore dalla facile e ricca inventiva e un abile incisore, penalizzato da un carattere superbo e ribelle. Formul\u00f2 uno stile molto personale, dato dall\u2019accordo tra il classicismo e il naturalismo seicenteschi. Si form\u00f2 presso Giovanni Giacomo Pandolfi e Claudio Ridolfi, fu influenzato dall\u2019opera di Federico Barocci e dal caravaggismo di Orazio Gentileschi e di Giovan Francesco Guerrieri. L\u2019ammirazione dei dipinti di Guido Reni, tra cui la Pala Olivieri, giunta a Pesaro nel 1631-32, lo convinse a trasferirsi a Bologna nella bottega del maestro. Pur essendo il miglior allievo di Reni, il rapporto di apprendistato non soddisf\u00f2 il Pesarese, che lasci\u00f2 Bologna nel 1637 per un breve ritorno in patria. Nei primi anni del quinto decennio del Seicento soggiorn\u00f2 a Roma per studiare la scultura antica e le opere di Raffaello. Ritorn\u00f2 a Bologna per aprire la sua bottega dopo la morte di Reni (1642).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene la presenza di Caravaggio nelle Marche sia incerta e problematica, gli influssi della sua poetica si colgono nella pittura del pisano <strong>Orazio Gentilesch<\/strong>i, che invia una pala ad Ancona nel 1607 ed \u00e8 presente a Fabriano nel secondo decennio del Seicento, e in quella di Giovan Francesco Guerrieri da Fossombrone. Nelle opere marchigiane di Gentileschi, la cui Visione di Santa Francesca Romana rappresenta il vertice, il luminismo caravaggesco si unisce all\u2019elevata descrittivit\u00e0 dei dettagli e alle composizioni semplici delle scene, che avvicinano l\u2019arte del pisano alla pittura quattrocentesca toscana e a quella locale, da Lorenzo Lotto a Simone De Magistris, e testimoniano la vicinanza ai dettami controriformistici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Francesco Guerrieri<\/strong> apprese la lezione caravaggesca nel suo lungo soggiorno romano (1606-18), interrotto da vari ritorni in patria, che si concluse con la decorazione di Palazzo Borghese a Campo Marzio. A Roma, oltre all\u2019arte di Caravaggio, egli si avvicin\u00f2 alla schiera di artisti influenzati dal suo nuovo linguaggio, come Bartolomeo Manfredi, Orazio Borgianni e lo stesso Gentileschi, che incontr\u00f2 probabilmente anche a Fabriano, subentrando forse al pisano nella realizzazione del San Carlo Borromeo nella cappella omonima della Cattedrale di San Venanzio. Successivamente Guerrieri mise su una bottega tra Pesaro, Fano e Fossombrone, e la sua pittura si fece pi\u00f9 vicina ai canoni classicisti della cultura bolognes<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Proseguono senza sosta a Palazzo Ducale di Urbino gli interventi di riqualificazione impiantistica e di restauro del piano Nobile e del secondo piano e tra breve prender\u00e0 il via un nuovo intervento \u2013 per un ammontare di quasi 600mila euro \u2013 che riguarder\u00e0 le cinque sale Roveresche del secondo piano e che, di fatto, concluder\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":11,"featured_media":80890,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[16,18],"tags":[3889,17968,17969,92],"class_list":["post-80889","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-attualita","category-cultura","tag-galleria-nazionale-delle-marche","tag-restauto","tag-sale-roveresche","tag-urbino"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/10\/jy5SMyDQ.jpeg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80889","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/11"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=80889"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80889\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":80891,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/80889\/revisions\/80891"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/80890"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=80889"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=80889"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nonsoloflaminia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=80889"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}