Si susseguono purtroppo nella nostra provincia in piena campagna elettorale episodi disgustosi e offensivi nei confronti di vari candidati del territorio. Prese di mira bacheche, manifesti con scritte oltraggiose e piattaforme social utilizzate per inveire gli uni contro gli altri. È accaduto un po’ ovunque. L’ultimo episodio in ordine di tempo lo ha segnalato Renato Claudio Minardi, candidato fanese del Pd. Così scrive in una nota social pubblicando le foto:
“Al di là degli orientamenti politici di ognuno, volete veramente consegnare le Marche a questi personaggi? Questa notte il mio manifesto elettorale, quello del candidato presidente Maurizio Mangialardi e di Emanuela Orciari sono stati imbrattati con frasi che richiamano al fascismo. Sono sconvolto e inorridito da questo ‘modo’ di fare politica e di dimostrare il proprio dissenso, aggressivo e codardo. La democrazia è la miglior forma di governo a cui possiamo aspirare e va difesa, sempre. La mia piena solidarietà ai colleghi per questo gesto ignobile: le Marche meritano molto di più di queste vigliaccherie. Andiamo avanti insieme per il bene della nostra Regione, che sarà sempre libera e democratica!”. Nei giorni scorsi altri episodi: Marta Ruggeri (candidata capolista fanese 5 Stelle) è stata etichettata con insulti sessisti sui social. Di mira anche Sabrina Santelli, pergolese, candidata al consiglio regionale nella lista di centrosinistra ’Rinasci Marche’, anche lei con insulti sessisti. In generale è ormai una costante, ma ultimamente abbiamo osservato una accelerazione di questo modo deplorevole che avviene su tutte le sponde: destra, sinistra, di sopra, di sotto eccetera.






















