Il 29 settembre si è tenuto il comitato provinciale di protezione civile, a cui anche noi abbiamo preso parte, chiedendo tutte le informazioni e le rassicurazioni necessarie. Il comitato, la cui convocazione è stata chiesta dell’Aato n. 1 Marche Nord, ha avuto come oggetto l’illustrazione delle modalità e della tempistica di esecuzione delle prove di collaudo dell’impianto pozzo Burano, recentemente ristrutturato grazie ai finanziamenti derivanti dall’ordinanza del capo dipartimento di protezione civile n. 493/2017 recante “Primi interventi urgenti di protezione civile finalizzati a contrastare la crisi di approvvigionamento idrico ad uso idropotabile nel territorio della provincia di Pesaro e Urbino”. I test verranno avviati a partire dalla prossima settimana e avranno lo scopo di verificare la stabilità strutturale del nuovo impianto e la funzionalità degli strumenti di misura in esso inseriti, strumenti che consentiranno di monitorare in continuo e in telecontrollo i valori di portata, pressione e temperatura dell’acqua. Tali prove, di durata massima di 12 giorni, serviranno anche per acquisire importanti informazioni sull’acquifero interessato dal pozzo, mediante il contestuale monitoraggio di altri pozzi posti nelle vicinanze, ed il rilevamento di alcuni parametri idrologici attraverso le stazioni di raccolta presenti lungo il F.Burano dal 2018, installate dal Centro Funzionale della Protezione Civile regionale. I dati rilevati saranno confrontati con quelli delle precedenti aperture del pozzo raccolti dagli anni ‘90 oggi, ciò per valutare eventuali evoluzioni nel sistema. Il mese di ottobre è stato considerato ottimale dal punto di vista idrogeologico, in quanto, nonostante le recenti piogge, si colloca in coda al lungo periodo di siccità estiva.
Le avanzate tecnologie di telemisura impiegate consentiranno alle Amministrazioni di avere la trasmissione in diretta dei dati rilevati, al fine di garantire la totale trasparenza nelle operazioni, che si effettueranno e anche in occasione dell’eventuale utilizzo futuro della risorsa idrica in fase di emergenza. Tutto quanto sopra per dire che la prevista apertura non ha nulla a che vedere con un utilizzo indiscriminato della falda acquifera sottesa dal pozzo del Burano, ma, anzi, serve proprio a tararne gli eventuali futuri utilizzi, in modo tale che questi non avvengano determinando un sovra sfruttamento delle risorse idriche sotterranee. Sarà nostra cura acquisire i dati che deriveranno dai test in programma e farli attentamente valutare, in modo da avere tutti gli elementi conoscitivi necessari ad una gestione sostenibile di questa risorsa, che riteniamo degna della massima tutela. L’attenzione e l’impegno delle amministrazioni comunali di Cagli e Cantiano per far riconoscere la falda del Burano come riserva strategica, ai sensi dell’art. 2 della L.r. n. 5/2006, continua come e più di prima e nella massima trasparenza.
I sindaci di Cantiano Alessandro Piccini e di Cagli Alberto Alessandri






















