Premio Covid, accordo siglato in Prefettura. Lo stato di agitazione è stato revocato l’altro ieri al termine di una lunga riunione nel palazzo Ducale a Pesaro: i sindacati della funzione pubblica hanno ottenuto garanzie rispetto a numerosi punti della vertenza e ritengono di avere fissato un principio cardine riguardo al suo fronte più caldo. Le risorse economiche aggiuntive per il premio Covid saranno infatti ripartite secondo tre nuovi criteri, che considerano i decessi dall’inizio dell’epidemia, i casi di persone positive al virus e le denunce all’Inail. Una griglia di valutazione richiesta da Cgil, Cisl, Uil, Fials e rappresentanza sindacale unitaria Rsu, perché più tutelante per lavoratori che, nella nostra provincia, hanno affrontato la fase emergenziale più acuta rispetto a tutte le Marche. Intanto il pallino è passato nelle mani della Regione, che dovrà stabilire il quantum, l’ammontare delle risorse economiche aggiuntive per il premio Covid. Al tavolo di conciliazione, convocato l’altro ieri dopo un inasprimento della vertenza, sedevano insieme con i sindacalisti il vice prefetto Antonio Angeloni e Romeo Magnoni, direttore dell’Area Vasta 1 che rappresentava anche Asur Marche. L’accordo sottoscritto dalle parti prevede inoltre che i lavoratori ricevano tutti gli arretrati 2018-2019 nella busta paga di novembre. Il mese successivo, la questione delle progressioni economiche: l’Area Vasta 1 pubblicherà le graduatorie di merito per le fasce 2019 e il bando inerente al 2020. Saranno inoltre pagati tutti gli straordinari effettuati, anche se il totale eccedesse il limite massimo delle 250 ore pro capite. Rimborso dei pasti (le modalità per chiederlo saranno comunicate con una circolare) e in ogni caso è stato assicurato il rapido ripristino del ticket ristorante. Quanto ai lavoratori fragili, Asur Marche chiederà al livello ministeriale di chiarire la normativa. La vertenza si era inasprita alla fine del mese scorso, a causa del premio Covid non corrisposto al personale dell’Area Vasta 1 e a causa di numerose altre questioni ancora aperte in quel momento. La situazione è stata sbloccata dalla procedura di raffreddamento, proprio quando si profilava il rischio di uno sciopero, ora scongiurato.
Nella foto d’archivio il gruppo di sindacalisti all’inizio della vertenza






















