Il dottor Giovanni Del Gaiso, tesoriere dell'Ordine dei Medici di Pesaro Urbino
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“La parola chiave sarà prossimità – esordisce il consigliere provinciale dell’Ordine dei Medici Giovanni Del Gaiso – nel senso che il servizio sanitario nazionale dovrà essere più vicino al cittadino. Questa soluzione è condivisa anche dal Ministro della Sanità Speranza e dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici. Infatti la proposta del presidente della Fnomceo presentata alla Commissione Sanità mette in evidenza che la medicina territoriale dovrà essere effettuata in micro team multi professionali e così il modo di lavorare del vecchio medico di famiglia individuale cambierà! Il futuro medico di base si rapporterà direttamente con le varie figure di specialisti, compresi infermieri ed assistenti sanitari all’interno delle strutture di servizio pubblico. Anche la legge Balduzzi aveva previsto l’organizzazione decentrata degli ospedali chiamate casa della salute di comunità, tipo quella aperta a Colli al Metauro quando andrà in funzione. Con la successiva chiusura dei piccoli ospedali, che oggi amaramente rimpiangiamo, in quanto oggi avrebbero costituito anche per i malati di coronavirus, dei percorsi alternativi separati a quelli degli ospedali maggiori. Questi presidi oltre che curare bene il 90% delle malattie con il vantaggio della vicinanza da casa, servirebbero da filtro preservando l’affollamento i pronti soccorso. Se questa teoria andrà in porto il cittadino potrà rivolgersi immediatamente allo specialista sotto la regia e richiesta del medico di fiducia. Il modello organizzativo di lavoro verrà suddiviso per la gestioni in quattro aree:  popolazione sana o apparentemente sana, cronicità semplice, cronicità complessa ed area avanzata. Le prime due aree saranno sicuramente gestibile a domicilio, mentre per la terza in Rsa o Centri di cura intermedi e  la quarta per casi gravi terminali presso hospice o nuclei dedicati a Sla o Alzheimer. Inoltre considerando che il 70% delle patologie sono cronico degenerative oncologiche legate all’inquinamento ambientale si ritiene indispensabile istituire anche il coordinatore dei medici sentinella, cioè un componente della Commissione Ambientale Salute dell’Ordine dei Medici. Questa figura si rapporterà con i medici di famiglia e pediatri per raccogliere i dati epidemiologici delle malattie che si presentano con maggior frequenza nel proprio territorio. Altrettanto urgente, specialmente per il periodo Covid e non solo, ripristinare la medicina scolastica”. Cosa dice l’Ordine sulla mancanza di medici? “Va tolta la mal informazione del numero mancante dei medici a causa del numero chiuso alla facoltà di medicina, ma il vero problema sono le  insufficienti borse di studio per le specializzazioni, in cui solo 14000 possono parteciparvi. Questa precarietà porta altrettanti 1500 laureati in medicina all’anno, a trasferirsi all’estero dove ricevono dei trattamenti superiori a quelli italiani. Ora solo le regioni più virtuose ed attente ai bisogno dei cittadini che in futuro recepiranno ed attueranno queste direttive, potranno erogare quelle prestazioni che i cittadini attendono da anni”.

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