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Al momento delle privatizzazioni, negli anni ’90, i privatizzatori dicevano che  sarebbe stata indifferente la forma  di proprietà (pubblica, privata o misto pubblico/privata) delle aziende di servizi pubblici locali, quali rifiuti o acqua,  dal momento che  le stesse sarebbero state, comunque,  assoggettate  ad un governo amministrativo pubblico, garantendo, quindi, il primato della politica sui gestori. In effetti ATA ed ATO devono (o meglio dovrebbero) oltre provvedere  agli affidamenti, fare le scelte strategiche, e quindi indirizzare ed esercitare un controllo puntuale sulle gestioni. Questa però è pura teoria e la storia di questi anni lo sta a dimostrare. Il Piano d’Ambito dei Rifiuti, adempimento chiesto nel 2015 dalla Regione Marche,  non è stato mai approvato e tutti, sindaci e gestori, sono consapevoli di questo. Marche Multiservizi ha potuto così ignorare le indicazioni della Regione Marche che voleva preservare, anche per eventuale utilizzo regionale, la vita delle discariche di questa provincia, e ha optato, invece, per un  riempimento accelerato anche con rifiuti da fuori ambito,  massimizzando gli utili da distribuire. I sindaci, per avere le loro briciole (parte degli utili), hanno dato un  assenso di fatto. La vicenda del digestore, è analoga. Al pari delle discariche deve essere previsto (tipologia di impianto, classe dimensionale, fabbisogno provinciale) nel Piano d’Ambito dei Rifiuti, quello che non è stato mai approvato. Sanno i sindaci che se non approvano il Piano, le società sono libere da vincoli e possono costruire un  digestore nell’ambito dell’iniziativa privata al di fuori della programmazione d’Ambito? Sanno che quel digestore può ricevere rifiuti Forsu (l’umido che produciamo) da tutta Italia e financo da tutta Europa, senza vincoli? Così sta avvenendo con GREEN FACTORY SRL, società con sede a Pesaro di interamente di proprietà  Marche Multiservizi. Questa società, l’11.11.2020 ha depositato in Provincia il progetto per la realizzazione di un digestore anaerobico della potenzialità di 105.000 t/anno. Dimensioni eccessive per il territorio provinciale che produce circa 40 mila t/anno di Forsu, il che lascia intendere che potremmo importare  rifiuti da altre province, perché se si fa un impianto è antieconomico non utilizzarlo appieno. La potenzialità dell’impianto ancora una volta è stata esclusiva decisione del gestore. Spiace constatare che durante l’assemblea ATA di giovedì 19 Novembre u.s. non si sia  fatto alcun accenno al biodigestore. Silenzio del Presidente e dei Sindaci, con l’eccezione del  solo Sindaco del comune di Montelabbate, che ha chiesto di portare all’interno di ATA la tematica sul biodigestore (dimensioni, localizzazione), discussione per ora avvenuta solo nella stampa. Il Forum chiede, ancora una volta, che l’Assemblea d’Ambito (e quindi, i sindaci) non sia mero organo di ratifica di decisioni già prese altrove  ma eserciti in pieno poteri e funzioni di propria competenza con garanzia di democrazia, trasparenza e partecipazione.

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