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Cento volte auguri, nonna Evelina. Glielo dice una nutrita famiglia fanese, quella dei Pacassoni, che ha in lei la sua colonna. Evelina Sabbatini, moglie del famoso maestro carrista Pietro Pacassoni, compie oggi un secolo di vita. «Una donna di idee moderne, una persona speciale», dicono di lei i figli: «Il suo consiglio alle persone è di vivere felici con ciò che si ha. Anche se fosse poco, aggiunge, sarebbe sempre qualcosa in più di chi ha meno». Una vita intensa per nonna Evelina, cominciata il 19 dicembre 1920 a Candelara. Ha conosciuto la paura e le difficoltà della guerra, ma anche tanti momenti da ricordare con gioia. Un carattere mite e dolce, il suo, comunque risoluto. A quindici anni era a Pesaro come apprendista nel noto atelier La Bolognese, frequentato da clienti facoltose, dove imparò a cucire benissimo. Un talento, il cucito, che ha riversato anche sui costumi dei corsi allegorici a Carnevale, spesso considerati i più belli. Intorno ai vent’anni l’incontro con Pietro Pacassoni, il matrimonio nel novembre 1943 e il primo dei sette figli nell’agosto 1944, con la guerra ancora intorno. «Nostra madre – raccontano i figli – dice che mai avrebbe pensato di arrivare a questa età. Vede sempre il lato positivo delle cose, non riesce però a comprendere come le persone riescano a vivere senza i veri valori, che lei individua nell’amicizia, nell’educazione, nel comportamento mai sopra le righe, nella benevolenza e nella fiducia verso il prossimo: ha dormito per tanto tempo con le chiavi fuori dalla porta». Cento volte auguri, allora, nonna Evelina. In giornata ha ricevuto la visita del sindaco Massimo Seri.

Nella foto Evelina Sabbatini e i suoi figli

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