legno
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne

DALL’ULTIMO NUMERO

DI NON SOLO FLAMINIA

Il 2020 è passato alla storia come uno degli anni più turbolenti della storia moderna. Il mondo intero si è ritrovato catapultato in una di quelle storie che strizzano l’occhio al genere fantascientifico e le ripercussioni si sentiranno per ancora tanto tempo a venire.

Tra emergenza sociale e sanitaria, anche lo spettro dell’economia ha vacillato e non sono pochi i settori ad aver dovuto fare i conti con il Covid 19. E in una provincia come la nostra, con un entroterra che vive di sagre, turismo ed enogastronomia, è proprio il minimo comun denominatore di questi tre elementi appena citati ad aver subito un forte arresto incidendo sensibilmente in tante comunità. Di quale stiamo parlando? Del re della tavola noto anche come il tartufo. Soffermarsi sul prestigio del tubero più famoso al mondo è ridondante, esaltarne il sapore risulta superfluo ma sarebbe una grave mancanza non considerare quanto esso sia un volano di cultura, economia e aggregazione in tutto il nostro entroterra. Per comunità come Apecchio, Pergola, Sant’Angelo in Vado e Acqualagna, il Coronavirus ha costretto molti esercenti a rivedere i propri piani.

scarpe firmate

E a darci una maggiore chiarezza su tutto ciò è proprio un confronto avvenuto proprio con l’acqualagnese Piergiorgio Marini, considerato come uno degli imprenditori massimi del tartufo italiano. “Sotto l’aspetto commerciale, avendo la ristorazione chiusa a livello mondiale ovviamente molte aziende si sono dovute evolvere per intercettare il consumatore finale. In particolar modo, noi ci siamo riusciti investendo nelle vendite online e abbiamo avuto un ottimo incremento a tripla cifra. Non dimentichiamo che in situazioni come queste le persone sono molto più attente agli acquisti e per ovvi motivi in molti hanno deciso di fare a meno del tartufo all’interno della loro spesa. Basta vedere l’andamento del prezzo. Vero che la stagione non sia stata delle migliori ma avendo meno richiesta è normale che si verifichi una contrazione”. E in merito alla Fiera del Tartufo, Marini prosegue: “L’amministrazione ha fatto di tutto per cercare di realizzare la Fiera, c’era la volontà e abbiamo fatto diversi incontri ma con il passare del tempo e l’evolversi della situazione hanno compreso che il rischio era molto alto e le leggi stavano cambiando continuamente. L’assenza della Fiera è stata una bella mazzata per molte attività che grazie ad essa riuscivano a portare a casa circa il 60-70% del proprio fatturato annuo. Non mi sbilancio per il 2021, le previsioni non sono molto rosee ma speriamo che per novembre possano esserci degli sviluppi grazie alle vaccinazioni perché con questo stallo stiamo navigando tutti a vista”.

Difficile dire cosa possa riservare il futuro al settore legato al Tartufo, quel che è certo è che per uscire da questa insidiosa situazione serve ancora lo sforzo di tutti per poter tornare ad una normalità altalenante ormai da un anno.

irish pub cantiano
arredamento interno
moda donna
scarpe moda