L'ospedale di comunità 'A. Celli' di Cagli
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Ieri sera il sindaco di Cagli Alberto Alessandri ha comunicato alla cittadinanza che nei prossimi giorni potrebbero essere avviate le operazioni preliminari all’attuazione della deliberazione di giunta regionale n. 1468 del 18 novembre 2020. Si tratta della delibera che ha approvato l’accordo quadro temporaneo fra regione Marche, Asur e l’Aiop (Associazione Italiana Ospedalità Privata). Ciò significa che, vista la notevole pressione a cui sono sottoposte le strutture ospedaliere marchigiane in questo periodo, a breve potrebbero essere attivati i 30 posti in riabilitazione intensiva ospedaliera per pazienti covid di media/bassa intensità assistenziale presso l’Istituto Santo Stefano (gestito da Kos Care) di Cagli, situato all’interno dell’ospedale di comunità ‘A. Celli’.

Il sindaco di Cagli Alberto Alessandri

A comunicare al sindaco Alessandri questa probabile ipotesi è stato il direttore dell’Area Vasta 1 Romeo Magnoni, di Cagli pure lui. Se ciò si concretizzasse veramente, i pazienti attualmente ospitati presso il Santo Stefano di Cagli verrebbero trasferiti presso altre strutture idonee e non appena terminate le operazioni di delocalizzazione si inizierebbe ad accogliere i pazienti Covid. La decisione, in passato (quando venne individuata la struttura di Cagli, insieme ad altre di tutte le Marche), scaturì diverse polemiche in città, poiché molti cittadini cagliesi si chiesero come Kos Care avrebbe potuto garantire due ingressi e percorsi separati all’interno dell’nosocomio ‘A. Celli’ e il rispetto di tutte le norme e i protocolli di sicurezza. Questo per garantire l’erogazione delle altre prestazioni sanitarie all’interno dell’ospedale.

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Il direttore dell’area vasta 1 Romeo Magnoni

Per quanto riguarda i contagi nel territorio comunale, come si apprende dal report dei comuni marchigiani riportato dal sito internet della regione Marche, a Cagli ci sono complessivamente 50 persone positive e in totale 79 persone poste in isolamento.

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