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Foto Toni Matteacci

Alla luce dell’emergenza in atto legata al Covid 19 non sarà possibile anche quest’anno svolgere nella forma consueta la sacra rappresentazione del Venerdì Santo, la Turba di Cantiano. Tutto tremendamente difficile da digerire, lo si evince anche dagli sguardi di questi giorni di tanti “turbanti” che, attraversando piazza Luceoli (il cuore della manifestazione), si soffermano attoniti, tristi, quasi increduli, ad ammirare la gigantografia affissa sul muro della chiesa di San Nicolò che richiama l’epilogo del secolare evento, l’ascesa al Calvario (rocca di Sant’Ubaldo). E nell’angolo, non distante dalla fontanella, in bella vista c’è anche la croce di scena del Cristo. Tutto sofferto ma necessario per tutelare la salute e la sicurezza pubblica.

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Queste le parole del sindaco Alessandro Piccini: “Ci dispiace molto non godere di un appuntamento storico che fa comunità. È dura approssimarsi alla Pasqua non vedendo ormai da due anni le classiche scenografie che solitamente regalano in queste giornate un clima tutto cantianese e che sintetizzano lo spirito di un’intera collettività. Ma giocoforza non si può fare diversamente in attesa del 2022 dove ci auguriamo di tornare alla normalità”.

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Sulla scia il presidente dell’associazione culturale Turba Maurizio Tanfulli: “Si era appena usciti, sostenendo importanti spese, dai vincoli normativi legati all’asseverazione delle grandi scenografie ed alle norme di sicurezza, non immaginando di piombare in una situazione che a distanza di oltre un anno, rimane ancora incerta e grave nelle sue conseguenze. Ciò in una realtà piccola come quella paesana, particolarmente toccata in questo inizio anno anche dalla malasorte, non fa che acuire il dolore. L’immagine che ho chiesto di riprodurre, è alquanto evocativa su cosa sia la Turba e di come sia distante anni luce dalla situazione attuale; un evento identitario che riesce a coinvolgere emotivamente in un tutt’uno non solo il cittadino-attore, ma anche lo spettatore. Siamo così passati dalla ‘rappresentazione’, alla ‘immaginazione’, ovvero dall’azione al ‘pensiero elaborato’. Non possiamo che adeguarci a questa realtà, così anche questo anno saranno più che altro le immagini a parlare della Turba. È stato commissionato un grande banner con riprodotta la scena più suggestiva della manifestazione, ovvero la “salita al Calvario”, ormai da giorni collocato in piazza unitamente alla Croce di scena. Verrà proiettato anche un breve filmato, sintesi della rappresentazione, sulla facciata della chiesa di San Nicolò, con il sottofondo musicale dei Responsori del Venerdì e del Sabato Santo, composti nel 1845 dal maestro di musica cantianese Natale Pelicci. Così piazza Luceoli, cuore del paese, dove la Turba sprigiona tutta la sua veemenza e il suo stesso essere, diverrà luogo della memoria di una Turba ‘immaginaria’. In altri contesti i ‘social’ di tanti ‘turbanti’, ne siamo certi, faranno la loro parte nel far rivivere momenti e pensieri. Nel frattempo, per mantenere viva l’attenzione, per gli adeguamenti normativi legati alla riforma del terzo settore ed anche come segno di continuità e speranza, è stata ugualmente avviata la campagna di adesione associativa 2021”.

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