Dottor Fabrizio Valeri
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Dottor Fabrizio Valeri

COLLI AL METAURO «“Armiamoci e partite”, queste tre parole sintetizzano bene quanto sta succedendo con l’inizio delle vaccinazioni a domicilio degli over 80 da parte di noi medici di base» commenta il dott. Fabrizio Valeri presidente regionale dello Snami. «Facendo il punto dopo circa tre settimane dall’ accordo sindacale tra regione e medici di base, purtroppo si rilevano tanti problemi e difficoltà.  La mancanza di comunicazione e di collaborazione tra chi coordina a livello di Asur e il territorio ha colpito ancora. Mentre nei centri vaccinali sono giustamente presenti tante figure professionali quali un medico anestesista rianimatore, un medico vaccinatore, infermieri e  personale amministrativo per rendere funzionale tutto l’iter, sulle sole nostre  spalle è  ricaduta completamente l’organizzazione di un sistema di vaccinazione domiciliare estremamente  problematico e complesso in cui bisogna tener conto di tante variabili come conservare i vaccini, come trattarli e prepararli, come somministrarli nei tempi giusti per evitare di disperderli predisponendo nel  minimo dettaglio gli accessi e così  via». Come se non bastasse «bisogna aggiungere il carico burocratico previsto per ogni vaccinazione, il carico di responsabilità nel caso in cui ci fosse una reazione avversa immediata e grave al vaccino e il fatto che dobbiamo continuare comunque a fare il nostro lavoro in ambulatorio, ad essere disponibili telefonicamente ormai senza soluzione di continuità, a seguire tra mille difficoltà tutti i nostri pazienti cronici e affetti da patologie importanti extra Covid». I medici di base nella piena consapevolezza dell’importanza della campagna vaccinale si lamentano perché «ci sentiamo abbandonati a noi stessi per non avere pressoché nessun supporto da parte di chi organizza. Questo ha fatto sì che alcuni nostri colleghi, essendo l’adesione su base volontaria, non se la siano sentiti di andare a vaccinare i loro pazienti a domicilio. Non credo che questo dia il diritto a nessuno, men che meno ad altri colleghi, di puntare il dito e sparare giudizi. L’essere l’uno contro gli altri armati non giova a nessuno. Questa è una vera e propria guerra, per cui credo che non sia certo il momento di disperdersi ma che occorra stare tutti uniti e serrare le fila concentrandoci sul vero nemico da combattere ricorrendo anche a punti vaccinali di prossimità».

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