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“Un poeta deve possedere quella visione di futuro – confida lo scrittore marottese Enrico Vergoni – deve sentire lo spirito del tempo prima degli altri e come una sentinella lanciarne il grido d’allarme, indicando a che punto sia giunta la notte o il bagliore dell’alba, specialmente in questo periodo di poca luce. Vedo la poesia come un mantenere acceso quel fuoco della speranza, che se anche silente, non deve mai essere assente nel cammino dei nostri giorni”. C’è un riferimento particolare in questo periodo del Covid? “La pandemia inevitabilmente ci ha cambiato! Le immagini dei tanti decessi ed in particolare di quelli nella nostra provincia o nei nostri paesi, ha modificato in tutti la filosofia culturale della nostra esistenza. Spontanea è venuta la riflessione sulla vita che vorremmo avere per noi e per le future generazioni ed ugualmente immediato, ci è venuto alla mente il pensiero di come tutti abbiamo contribuito alla messa in atto della distruzione di questo nostro pianeta”.

Ma queste tematiche vengono trattate nelle tue opere? “L’ultimo lavoro appena concluso dal titolo L’arte della gioia edito da Bertoni editore e curato da Bruno Mohorovic, nasce dalla volontà di trasmettere felicità ed amore per la vita, specialmente in questo difficile momento che stiamo vivendo. I nostri adolescenti che incontro nelle scuole sono attenti nel distinguere il bene dal male e pur vivendo in un periodo di forti cambiamenti vi si adattano benissimo. Le loro preoccupazioni derivano dall’incapacità di attingere a valori morali che spesso noi adulti per primi calpestiamo, spesso si trovano senza punti di riferimento costretti ad una visione troppa impersonale e social della realtà. In quest’opera ho messo tutta la maturità dei miei quarant’anni ed alcune riflessioni sul senso profondo della vita“.

Quali altre opere hai composto? “Ho esordito con Tango e Cenere pubblicato da Altro Mondo editore. Tutto è iniziato con il camminare lungo litorale di Marotta e con lo scrivere i versi sulla tastiera del telefonino senza saperne neanche il motivo, come se fosse stato una forma di pellegrinaggio dell’anima. Questo libro è anche stato tradotto nella lingua iberica e la mia sorpresa è stata nel vedere molte persone identificarsi nei miei versi e sentirli propri. Ho proseguito con Lettere ad una figlia pubblicato dalla casa editrice Rupe Mutevole, scaturito dall’esperienza nel lavorare con i ragazzi che feci in alcune scuole. Quest’opera ha richiesto molto tempo, perché sono serviti quattro anni di ricerche nel lavoro fatto con gli studenti”.

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Cosa ti spinge a scrivere e cosa vuoi trasmettere? “In un primo momento credevo che le mie opere fossero riservate solo a me stesso, ma poi nel vedere che il lettore si riconosceva nei miei versi, ho capito che un poeta deve essere al servizio degli altri e questo mi da la carica a comporre. Il messaggio che vorrei trasmettere con la mia poesia è che la bellezza, nonostante sia sempre più oltraggiata, alla fine sarà quella che salverà il mondo. La poesia non è solo un testo su di un foglio, ma soprattutto è una forma di esistenza in cui auspico e cerco di favorire la rinascita di un nuovo mondo, che riesca a liberarsi dai lacci del passato e di costruire un nuovo umanesimo. Credo che l’importante sia scrivere e dare il proprio contributo nel trasmettere il vero, in un mondo di verità preconfezionata, dove il parlare o il mentire sono sempre più sinonimi”.

Chi è Enrico Vergoni?“ Amo definirmi un artigiano della parola, che fa uscire i suoi versi facendosi dei tagli al cuore. Sono un appassionato della letteratura antica e le mie composizioni possono essere in italiano che in latino. Le mie opere sono state tradotte anche all’estero specialmente un Sud America dove ho partecipato a diverse iniziative sociali ed editoriali. Da sempre sono impegnato nell’associazionismo e volontariato. Ho vinto numerosi premi letterari e sono attivo nel mondo della scuola dove organizzo numerosi incontri con gli studenti, cercando di trasmettere alle nuove generazioni l’amore per la poesia”. Progetti in cantiere? “Sto scrivendo un romanzo ma non lascio la poesia che rimane sempre il granello di senape in fondo al mio animo. Ovviamente sono impegnato nella presentazione del mio ultimo libro appena uscito e per questo ringrazio Jean Bertoni e tutto il suo staff”.

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