Il catamarano Andrea si è incagliato ieri notte in un banco di fango all’interno del porto fanese. L’incidente è avvenuto intorno all’una e per liberare lo scafo, utilizzato per ricerca dal Laboratorio di Biologia marina, è stato necessario l’intervento di una vongolara. Il catamarano è stato disincagliato dall’insidiosa secca e trainato fino all’ormeggio, dove sono iniziati i controlli su eventuali danni derivanti dall’episodio, come le possibili infiltrazioni di fango nel sistema del motore. A causa dell’insabbiamento simili incidenti sono una fastidiosa costante per la marineria locale, il porto di Fano ha assoluto bisogno di dragaggi più frequenti. Il fondale è di nuovo basso e le barche riescono a prendere il largo oppure a rientrare a terra sfruttando uno stretto canale di acqua più profonda, tenuto aperto dal passaggio dei pescherecci: basta poco per incagliarsi ai banchi sommersi di fango. Il catamarano stava rientrando nel porto a Fano in una fase prossima all’alta marea. Aveva appena effettuato un’indagine preliminare a circa 30 miglia dalla costa ascolana (all’altezza di Pedaso si trova un fondale roccioso con una sua specifica biodiversità) per preparare uno studio che si avvarrà di un innovativo drone subacqueo.





















