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A segnare a Cagli la ripartenza dell’attività turistica è la proposta che il FAI ha formulato per domenica 16 maggio nell’ambito delle Giornate FAI di Primavera. Sono state, infatti, programmate visite guidate all’aperto che avranno quale tema il trapasso da città papale duecentesca a ideale città del Quattrocento sotto la guida dei Montefeltro. A condurre le visite, in veste di narratore, sarà lo storico Alberto Mazzacchera (ore 10:00, 11:00, 15:30, 16:30, 17:30). La rifondazione del 1289 trasforma Cagli in un grande cantiere dove giungono maestranze dalla vicina Gubbio e probabilmente dall’alleata Perugia. Il Duecento in Cagli parla l’asciutto linguaggio delle poderose architetture di queste due città umbre. Per volontà del primo papa francescano della storia, Cagli viene infatti traslata per abbracciare la preesistente chiesa di San Francesco del 1234. L’impianto urbanistico duecentesco ad assi ortogonali presenta soluzioni molto avanzate e certo inusuali per una città posta nei territori dello Stato della Chiesa come il posizionamento della Cattedrale all’esterno del perimetro della piazza Maggiore dominata dal Palazzo Pubblico. Nel corso dei secoli all’interno dei quartieri posti sulla parte pianeggiante si sono sviluppati, mediante accorpamenti dei lotti medioevali, grandi palazzi gentilizi. Ciò non ha tuttavia alterato la razionalità dell’impianto originario per il quale è stato avanzato il nome di Arnolfo di Cambio. Nel 1376 l’ingresso nello stato dei Montefeltro, insieme ad Urbino, porta Cagli, terza città per ordine di importanza, ad avere quale punto di riferimento le menti e gli artisti che animano una delle corti più illuminate d’Italia. Non mancano, tuttavia, esempi che giungono precocemente da Firenze come nel caso della facciata bugnata di Palazzo Preziosi.

Non è un caso che i Montefeltro attendono il 1476 per avviare, dopo la donazione comunale, la trasformazione del Palazzo Pubblico in palazzo ducale ad opera di Francesco di Giorgio Martini. Mentre la fabbrica del Palazzo rimane incompiuta, seppure ben visibile specie nelle sale del pianterreno, al medesimo geniale architetto senese si deve il formidabile Torrione della Rocca che chiude la prospettiva sul lato destro del Palazzo. Avvincente è l’ipotesi di chi ritiene che Leon Battista Alberti, probabile autore del disegno della famosa tavola della Città Ideale, abbia tratto alcuni spunti dall’impianto urbanistico cagliese. La Giornata FAI a Cagli, segnalata dall’Unione Europea, consentirà di leggere tali aspetti urbanistici e architettonici di uno dei periodi di maggiore splendore di questa preziosa piccola città delle Alte Marche.

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