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“Il mio grazie – esordisce l’ex comandante della polizia locale di Terre Roveresche, il commissario Milena Orlandi – va ai miei colleghi di lavoro, a tutte le forze di polizia ed a tutti i cittadini. Il mio augurio è di aver lasciato in tutti loro qualcosa di me. Lascio con serenità questa esperienza bellissima di Terre Roveresche e vado con fiducia incontro a tutto quello che la vita mi ha riservato”. Perché questa decisione? “Principalmente è stata una scelta di carattere professionale ed è nel mio Dna cercare sempre nuovi stimoli e nuove sfide, ma poi a volte sono le situazioni a farti decidere. A Terre Roveresche ho avuto dei colleghi meravigliosi e con tutte le altre forze dell’ordine si era instaurata una fattiva collaborazione. I cittadini mi hanno accolta come una di loro tanto da farmi sentire a casa. Si è creato un reciproco affetto basato sulla stima, confronto e rispetto della persona, ma poi la vita a volte ti mette di fronte a delle scelte”. Come mai questo amore per la divisa della polizia locale? “L’ho indossata per la prima volta 26 anni fa onorandola giorno dopo giorno ed è diventato un amore indelebile per tutto ciò che significa. Ho prestato servizio in diversi paesi, pensando sempre che dentro la mia divisa c’è, e deve esserci una persona posta al servizio dell’altro. Il cittadino questo spirito lo sente. Questa divisa, rispetto a tutte le altre forze di polizia, ti porta più vicino alle persone. Viviamo in mezzo a loro, entriamo in casa loro per lavoro (notifiche, accertamenti di residenza, comunicazioni) e si instaura un rapporto di fiducia che porta anche a confidarsi e segnalare le loro difficoltà in modo sereno senza alcun timore”.

Come è nata la voglia di fare la vigilessa? “Sarà forse perché fin da piccola sono cresciuta in mezzo alle regole del codice stradale giocando con i pezzi dei motori, perché  mio padre gestiva una catena di scuole guida e lì, per oltre dieci anni, ho mosso i primi passi come istruttore di guida ed insegnante di teoria. Poi dopo la laurea continuando a diffondere il verbo della sicurezza stradale, vinsi il primo concorso come vigilessa trimestrale. Fu un colpo di fulmine. Capii subito la bellezza di questo lavoro e fu così che, contro la volontà del mio papà che avrebbe voluto che ottimizzassi al meglio la mia laurea, iniziai la trafila dei concorsi fino ad arrivare ad essere oggi comandante a Terre Roveresche.”  Facci una panoramica dei vari luoghi con relativi incarichi “Con piacere ed emozione ricordo il primo servizio a Porto Recanati, poi sempre come agente trimestrale a Montegranaro, Serrapetrona, Potenza Picena fin quando vinsi il concorso a Recanati e l’anno successivo a Macerata dove ero ufficiale di coordinamento e controllo con il grado di capitano. Nel 2014 approdai a Saltara come vice comandante dell’associazione tra i comuni di Montemaggiore, Serrungarina e l’Unione Roveresca, dove ero in forza. Terminata la convenzione, i Comuni decisero di mettere fine a quell’esperienza e tornai così a Terre Roveresche come comandante del corpo di polizia locale”.

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C’era da riorganizzare questa nuova sede “Proposi all’amministrazione comunale di porre il comando della polizia locale nel Municipio di San Giorgio per la vicinanza con la stazione dei carabinieri. Sarebbe stato facilitato così lo scambio di informazioni ed una maggiore collaborazione per il controllo del territorio a garanzia di una maggiore sicurezza per i cittadini. Ripristinammo i collegamenti logistici e strumentali necessari. Meraviglioso il rapporto instaurato con i miei colleghi Federica Desanti, Roberta Morico e Cristiano Capotondi, rafforzato e consolidato sulla fiducia reciproca e sul rispetto della persona e delle regole. Altrettanto splendida la collaborazione con le stazione dei carabinieri di San Giorgio nei comandanti Antonio Russo prima ed Antonio Meduri ora e quella di Mondavio con il comandante Pasquale Castigliego. Lo stesso posso dire con il corpo forestale di Pergola e Cartoceto con cui abbiamo realizzato degli incontri rivolti ai cittadini, di educazione alla regimazione delle acque, delle arature e mantenimento delle strade di campagna”. Come si è svolto il servizio in questi sette a Terre Roveresche? “Abbiamo adottato sempre la politica della collaborazione, del confronto e informazione al posto della sola repressione, lasciando quest’ultima come rimedio estremo. Ci siamo anche organizzati attraverso i social per raccogliere le segnalazioni e le richieste d’aiuto su tutte le 24 ore della giornata. Un ringraziamento speciale va ai miei colleghi per aver dimostrato, con i fatti, che l’unico scopo del nostro servizio è di essere proprio al servizio del cittadino. Nel terminare questo incarico sono felice di lasciare una polizia locale ora strutturata ed efficiente. Porterò sempre nel cuore questi luoghi stupendi e tutta la sua gente”. Rindosserai ancora questa divisa che tanto ami? “Per ora con cura l’ho piegata e messa in una preziosa scatola,  ma nella vita mai dire mai, chissà cosa sarà scritto nel mio futuro. Lasciamo tutto in mano al destino tanto lui sa che gli amori non si cancellano…”.

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