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«Era un sognatore, ma i suoi sogni riusciva sempre a metterli in pratica», dice la consigliera comunale Carla Luzi di Italo Nannini, ottantatreenne fanese che ha fatto della solidarietà e dell’accoglienza la cifra della sua esistenza. È morto ieri al Santa Croce, era sofferente già da diverso tempo per l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. Innumerevoli gli attestati di stima e di affetto nei suoi confronti: un commiato di questo tipo è sempre riservato alle persone speciali. Un uomo buono e sorridente, Nannini, al quale tutti hanno riconosciuto anche coraggio ed energia nel suo impegno per rendere il mondo un luogo migliore, più giusto. Difendeva le persone più fragili (i bambini di strada, gli anziani soli, le mamme sieropositive) nel continente più sfruttato. L’Africa Chiama è infatti il nome dell’associazione fondata da Nannini, «che ha fatto conoscere Fano a livello nazionale e internazionale», sostengono i 5 Stelle. Lo ricordano «sempre disponibile a progettare e a far realizzare scuole, case famiglia e tutto ciò che poteva dare un sostegno alle popolazioni locali». Aggiungono i pentastellati fanesi: «Ci stringiamo nel cordoglio alla famiglia, agli amici e ai volontari dell’associazione. Ciao Italo». Gli stessi sentimenti espressi dal Pd: «Grazie Italo per il tuo gran cuore, ci hai insegnato tanto». «Dopo la scomparsa di Alberto Berardi – conclude il saluto del Partito democratico – Fano perde a pochi giorni di distanza un’altra figura che ha lasciato un segno indelebile. Nel 2019 avevano entrambi ricevuto la Fortuna d’oro».

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