Il sistema dei laghi a Londra
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Il sistema dei laghi a Londra

FURLO «Nei primi sei mesi di quest’anno la piovosità si è dimezzata rispetto alla media degli ultimi quaranta anni. Un dato sottoscritto dall’osservatorio delle precipitazioni dell’Università di Urbino» commenta Augusto Albertucci guardia ecologica ed esponente naturalista insieme a Giuseppe Dini rappresentante del WWF. Dati alla mano c’è poco da stare tranquilli. «Il solo mese di gennaio supera la media di riferimento con 79,1 millimetri contro i 61,0 che rappresenta a sua volta la media mensile dal 1986 al 2015. A seguire abbiamo sempre in millimetri: febbraio con 35,0 rispetto ai 77,7; marzo con 26,3 rispetto a 71,6; aprile 54,8 (81,7); maggio con 28,3 (65,8) e il tracollo a giugno con 2,8 rispetto a 61,5. Questa tabella non ha bisogno di troppi commenti e dimostra a chiare lettere che parlare di un nuovo invaso non ha proprio senso e che l’acqua è bene raccoglierla quando si verificano le cosiddette “bombe”.  Il che a sua volta conferma che il sistema dei laghi interconnessi, ovviamente da realizzare, costituiscono un’alternativa sicura all’invaso». C’è un altro dato che non bisogna dimenticare e che è finito nel dimenticatoio. «Quando con il nostro battello elettrico, tempo fa, abbiamo percorso il lungo canyon del Furlo, dopo aver chiesto regolare autorizzazione al Genio civile, siamo stati costretti anche a ritirare l’elica. La profondità dell’acqua varia: un metro, due, tre. Al massimo cinque metri fino ad arrivare a sette a ridosso della diga. Una chiara dimostrazione che siamo di fronte ad uno sbarramento di detriti e sabbia più che di acqua. Ripeto che questi dati non sono inventati ma piuttosto disattesi e non presi in considerazione». Si profila il progetto di ripulire gli invasi esistenti. «C’è già stata una riunione in merito, da quanto si è saputo. Attenzione però perché l’operazione è complessa e richiede ingenti investimenti. Lo stesso concetto è stato ribadito in Apecchio e tutti lo possono confermare. Nel frattempo sembra uccel di bosco il suggerimento di desalinizzare l’acqua del mare. A Mondolfo c’è una ditta specializzata in queste operazioni conosciuta in più parti del mondo. Anche in questo caso domina il silenzio». Di nuovo un appello ai sindaci perché «prestino tutte le loro attenzioni a quanto si va osservando sul territorio. Non lascino perdere e soprattutto incentivino il confronto e il dibattito. Rivolgano un invito pressante a che Marche Multiservizi venga coinvolta e collabori con l’AATO cosa che non è emersa dall’incontro di Apecchio. Le voci critiche o “dissidenti” che dir si voglia non vengano tacciate di strumentalizzazione. Il sistema dei laghi realizzati lungo il Tamigi alimenta Londra da una cinquantina d’anni ed è dire tutto. Peraltro non è quello l’unico caso. Basta informarsi per capire che la tecnica degli sbarramenti dei fiumi non risponde più a quella che era la logica di un tempo. Bisogna essere realisti e lasciare ogni altra considerazione di qualsiasi altra natura fuori della porta». Concetti trasparenti che meritano di essere valutati.

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