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Il cagliese Giacomo Pieri ha percorso 4.400 km. Le sue emozioni

Zico Pieri da carpentiere a recordman e mental coach per conquistare la montagna dei “sogni” coinvolgendo un’intera collettività tra lo Stelvio e le Marche partendo dalla sua Cagli. Quattro stagioni concentrate in 30 giorni: caldo, freddo, pioggia e perfino neve per coprire i 153.200 metri di dislivello positivo pari a 17 volte l’altezza dell’Everest, percorrendo la stessa magica e selvaggia salita di 22 km che da Bormio (1226 slm) sale al passo dello Stelvio (2758), ripetutamente per un mese, tutti i giorni 3, 4 e anche 5 volte al giorno, dalle 4 fino al tramonto. In totale 4.400 km. Ma come è possibile? Se lo sono chiesti giovani, meno giovani, sportivi e non, atleti professionisti e anche atleti di ultra endurance…

“Quando spingi mente e corpo oltre i limiti – argomenta Zico Pieri – il nostro cervello antico mette in azione una sorta di salvaguardia per riportarci in una zona di confort e devi aver molto chiara la risposta alla classica domandina ‘perché lo faccio’ se ti vuoi spingere oltre i limiti. Questa domanda ti risuonerà così tante volte nella mente durante le difficoltà che pian piano eroderà quella convinzione che ti sembrava così forte. Ed è qui che entra in gioco la motivazione: la forza della tua motivazione e le ragioni che la sostengono possono farti realizzare cose ordinarie o straordinarie, la scelta è dentro ognuno di noi… Esplorazione delle mie risorse psicofisiche e condivisione di valori erano i miei obiettivi prima della partenza e non hanno vacillato nemmeno per un istante durante i 30 giorni perché sostenuti da una motivazione di livello superiore che va al di là di successo, ricompense o sponsor… Il bello di alzare così tanto l’asticella dei limiti dell’esplorazione interiore o dell’esplorare terre impervie e lontane, è che non puoi più mentire a te stesso, altrimenti quella domandina nella tua mente prenderà il sopravvento e ti ritroverai in seria difficoltà. Questo evento mi ha permesso di vivere un sogno, ho realizzato ancora una volta che era possibile far coesistere la mia voglia di esplorare nuovi limiti e allo stesso tempo appassionare ed emozionare. Ho avuto la possibilità di ricevere tanto calore dalle oltre 100 persone che sono venute a trovarmi da lontano e addirittura appassionare la comunità di Bormio e Passo dello Stelvio. La connessione con questa terra e con le persone che la vivono, è stata fondamentale per mantenere alta la mia motivazione – aggiunge Zico -. L’accoglienza della famiglia Schena all’Hotel Funivia, la mia casa per un mese, il calore e l’accoglienza dei rifugi in quota, Folgore e Perego, i saluti quotidiani di Luigi Confortola e Giorgio Cresseri ‘il sindaco’ naturale dello Stelvio, i ragazzi degli Sci Club che mi aspettavano per una foto o per darmi forza al tramonto sono momenti che conserverò per sempre…  E la magica connessione con la famiglia Pedrini della Malga Stelvio mi ha regalato un’immersione in una vita d’altri tempi fatta di semplicità. Incontrare la piccola ‘Heidi’ dello Stelvio, Sara e suo nonno Piero, per fare due chiacchiere durante le mie scalate era appuntamento fisso. Il gemellaggio tra Avis Cagli e Avis Bormio, le tantissime persone che in giro per Bormio o per strada si erano appassionate al mio evento, hanno creato un’atmosfera magica che tutti a Bormio hanno percepito. Ed è per questo che ho provato a raccontarlo anche sui miei canali social. Ringrazio di cuore chi ha reso possibile tutto questo, mia moglie Manuela, mio cugino Michele che hanno lavorato al progetto insieme a me, a tutto il team di amici che mi hanno aiutato durante i 30 giorni spendendo le loro ferie, a tutti gli sponsor che hanno creduto in me e alle tante persone che hanno arricchito questa magnifica esperienza”.

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