Il dottor Giovanni Del Gaiso, tesoriere dell'Ordine dei Medici di Pesaro Urbino
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SECONDO INTERVENTO DEL DOTTOR GIOVANNI DEL GAISO

RIFLESSIONI E PENSIERI IN TEMPO DI CORONAVIRUS

Il dottor Giovanni Del Gaiso

“Anch’io obbediente – annota il dottor Giovanni Del Gaiso – son rinchiuso nel mio appartamento in compagnia dei mie libri, computer e Tv, che sparge varie, ed a volte poco veritiere notizie, a cura di personaggi pubblici o finti passanti occasionali, nel pieno gaudio dei soliti conduttori televisivi, che il Covid 19 consente loro un presenzialismo 24 h/su 24. Questa forzata prigionia mi induce a delle serie riflessioni”.

Cosa possiamo dire di questa pandemia in corso ? “Si tratta di un virus che ha la capacità di mutare e replicarsi attraverso la creazione di ceppi diversi e pertanto sarebbe stata necessaria una classe politica, amministrativa ed imprenditoriale in grado di recuperare ed evitare quegli errori commessi tanti anni fa. Inoltre non vi è stata quella corposa ed efficiente organizzazione statale, che un paese serio merita! Come detto i mali vengono da lontano, perché i nostri esimi politicanti in stretta simbiosi con l’imprenditorialità privata, decisero 30 anni fa di distruggere l’Amministrazione Sanitaria Pubblica, vedendo all’orizzonte la possibilità di realizzare certi affarucci con parentele ed associazioni malavitose. Solo questa attuale situazione ci fa accorgere che senza l’Amministrazione Pubblica non esiste lo Stato, che ora siamo tutti a  rimpiangere. Quale supporto sta dando ora la sanità privata in questa emergenza? E se dovesse intervenire, quanto costerà allo Stato e di conseguenza alle tasche dei cittadini? Il resto l’ha fatto l’assoluta mancanza di veri professionisti lungimiranti capaci di prevedere il futuro come fecero i vari e veri uomini politici del subito dopo guerra”.

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Ma cosa andava fatto? “Anzitutto appena percepito la notizia della possibile epidemia, (Cina docet) bisognava attuare un ferreo controllo su tutti gli aerei e navi, che entravano in Italia. Poi visto l’allegra politica della sanità italiana condotta negli ultimi trent’anni, in cui furono chiusi tanti ospedali, concessa tanta libertà alle case farmaceutiche, ridotto ad arte quasi dolosa il numero di 50.000 medici e di 400.000 infermieri rispetto alla Germania, occorreva correre ai ripari prevedendo un richiamo di medici ed infermieri in pensione con compensi dignitosi. Nello stesso tempo si sarebbero dovuto allestire in ogni provincia strutture capaci di ospitare almeno 2/3000 persone, dotarsi di un numero sufficiente di respiratori, mascherine e ambulanze. Inoltre era necessario creare un vero e proprio Comitato di Salute Pubblica, formato da persone moralmente ineccepibili sotto ogni punto di vista, mentre sarebbe stato necessario prevedere  una comunicazione pubblica ad unica e veritiera voce, impedendo ai vari canali televisivi la diffusione di vergognose interviste fuorvianti”. Ma tutto ciò con quali soldi se vanno rispettati i parametri europei? “Finiamola con quest’Europa unita e solidale, visto che ora ognuno marcia in solitaria iniziando proprio dalla Germania e dalla Francia! Notizia di pochi giorni fa è la sospensione del  patto di stabilità a motivo dell’emergenza! Perché l’emergenza non c’era anche tre mesi fa appena appreso del virus cinese? Oppure non c’era anche quando si sono tagliati 37 miliardi alla Sanità Pubblica, i quali sono stati la vera causa di questa ecatombe e che una onestà intellettuale imporrebbe un gesto  di umiltà e dire al popolo italiano, abbiamo tutti sbagliato!”.

 

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