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Dura e critica analisi sullo stato attuale di Cagli da parte del capogruppo del gruppo consiliare comunale di minoranza ‘Il Futuro in Comune’ Paolo Viti, che mette in evidenza le situazioni di degrado ed abbandono e paragona la realtà cagliese con quella dei comuni limitrofi

Il capogruppo de ‘Il Futuro in Comune’ Paolo Viti

“Lo stato attuale di Cagli non può non essere oggetto di riflessione e di attenta analisi: è impossibile non fare confronti con i comuni limitrofi, considerando ciò che Cagli era e rappresentava in questo territorio. Il nostro presente lo conosciamo, lo valutiamo giornalmente prendendo coscienza di quello che non è stato, con un immobilismo perpetratosi negli ultimi decenni, perdurante nel momento attuale, rispetto a quello che altri hanno fatto e stanno facendo – sottolinea Viti -. Come non fare un parallelo con le piazze di Acqualagna, Pergola, Urbania, Fermignano, Apecchio, Cantiano e Piobbico. Senza fare un elenco delle cose fatte altrove, l’invito è di andare a vedere e valutare per capire che, come hanno realizzato in altre realtà, si poteva e si doveva fare anche qui da noi. Rechiamoci nella zone di Santa Croce, negli impianti sportivi, nell’area di Sant’Emidio, nelle frazioni dove regna l’immobilismo ed in molti casi l’abbandono assoluto. Valutiamo gli ingressi alla città, i monumenti, lo stato dei ponti, parcheggi, muri di cinta del campo sportivo di Cagli. Sulle lamentele di molti nostri concittadini valutiamo le nostre strade (seppur con una rete molto estesa), le pavimentazioni del centro storico di Cagli (città di indirizzo e valore turistico), le aree verdi ed i parchi monumentali e pensiamo individualmente a ciò che si poteva fare e che non è mai stato fatto. Sui social si ironizzano gli interventi ripetitivi di un dipendente comunale che cerca di sistemare i selci della piazza, senza avvertire un vero senso di colpa collettivo, un disagio da cittadini, una amarezza di fondo: mai un vero moto di rabbia, di protesta ed una conseguente voglia di riscossa. Se altrove hanno fatto e realizzato, vuol dire che le possibilità di intervenire c’erano concretamente. In questi anni tutto è sembrato andar comunque bene anche laddove il palese immobilismo era visibile, senza un perché e senza un futuro da disegnare. Anni persi, cose non fatte, progetti mai creati e presentati, creando un ritardo imbarazzante, con un modo di pensare ed agire indifendibile, nel solco di una continuità gradualmente accettata, frustrante e penalizzante per tutti. In questa decadenza siamo stati come cicale e negli anni abbiamo continuato a pensare che comunque ce la saremmo cavata ed avremmo avuto momenti migliori, senza metterci nulla del nostro. Non ci siamo di certo contraddistinti in nulla. Visibilmente, oggi ne paghiamo il prezzo e questa è la nostra realtà. Prendiamone coscienza, sperando che seppur con grave ritardo qualche cosa prima o poi cambi e si avveri. Si dice e si spera che c’è sempre un fondo, ma senza caricarci di tutte le colpe, pensiamo anche a chi eravamo, cosa avevamo e da dove siamo partiti. Puntare solo il dito, accusare senza una concreta voglia di riscatto collettivo e di modifica delle cose, è solo qualunquismo e perdita di tempo, cosa a Cagli già viste in questi anni. Come gruppo di minoranza – conclude il capogruppo Paolo Viti – abbiamo visitato le altre realtà limitrofe e le nostre situazioni comunali in accertata precarietà, che conoscevamo: speriamo che un futuro migliore sia sempre comunque possibile“.

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