Il Comune di Terre Roveresche (PU), insieme a quello di Sant’Ippolito (PU), con il progetto “CASTEL_li POP_olari” si è classificato al terzo posto, su oltre 200 progetti presentati, nella graduatoria di qualità di “MArCHESTORIE”, un progetto indetto dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche, in collaborazione con AMAT e Fondazione Marche Cultura, per incentivare il turismo culturale nei piccoli Comuni in un periodo di bassa stagione, attraverso i racconti e le tradizioni popolari dei borghi marchigiani. Per tre serate consecutive, dal 9 all’11 settembre, dalle 18:00 alle 24:00, in piazze e nuclei storici di particolare interesse, sia di Terre Roveresche che di Sant’Ippolito, si svolgeranno eventi spettacolari di vario tipo, in alcuni casi utilizzando tecnologie multimediali fortemente innovative.
ABBECEDARIO DEL DIALETTO PERGOLESE E DELL’ALTA VALCESANO
Il 9, 10 e 11 settembre, dalle 18:00 alle 24:00, nell’ambito del progetto “MArCHESTORIE” indetto dall’Assessorato alla Cultura della Regione Marche, in collaborazione con AMAT e Fondazione Marche Cultura, presso la Sala espositiva dell’Ipogeo di Piagge (Terre Roveresche), l’intraprendente e dinamica Pro Loco Piagge organizzerà l’esposizione delle tavole che illustrano il libro ABBECEDARIO del dialetto pergolese e dell’Alta Val Cesano (Ecra, 2020) di Simone Massi, illustratore e autore di film di animazione. Sabato 11 settembre, alle ore 18.00, nella Sala del SS. Sacramento a Piagge, ci sarà la presentazione del libro “ABBECEDARIO del dialetto pergolese e dell’Alta Val Cesano”: l’autore Simone Massi dialogherà con Francesca Tonucci. Birro, ciambott, mariola: nomi antichi, prima ancora voci che risuonano lontane, echi di un mondo fatto di orti dove le coccinelle (mariole) guastano i pondora e di notte coi rospi (ciambott) ai bordi di strade lucide e bianche. Oltre 500 pagine di parole raccolte dall’artista Simone Massi, una ricchezza immensa fatta di sinonimi, parole diversissime che dicono la stessa cosa, piccole variazioni sul tema: mina, cappla, sbornia, miccia, sessla per raccontare tra risa e pacche sulle spalle una colossale sbronza. E ancora la serie di nomi che appartiene alla grande famiglia delle bastonat: breton, mazzacunil, sventla a seconda della forma che la mano prende, del posto dove si colpisce (parole quasi onomatopeiche: con sventla sembra di sentire il rumore dell’aria che la mano muove…).
Termini scomparsi che invece tornano di corsa, carichi di ricordi, con l’urgenza di cose che non potresti dire altrimenti. Immagini dense, legate col filo forte ad un pezzo di infanzia, ad un volto, ad una voce: “custodì”, custodire, un verbo, un imperativo materno. Custodire bambini, bestie o ricchezze, beni in fila sullo stesso piano, la stessa mensola di legno: cose carissime da tenere con cura, unici mezzi di sopravvivenza. La discendenza, il cibo, i soldi (quadrìn). Questo è il lavoro immenso di raccolta, di ordine, che è insieme un modo per custodì e guernà un intero mondo, tenerlo in vita e governarlo appunto, come animale da cortile, nino o birro, attribuirgli un senso ancora valido per sé e per gli altri. Un lavoro che è anche dono per quella discendenza, un tentativo di tramandare la scienza di parlare nella lingua materna. Le tavole che accompagnano l’Abbecedario sono un omaggio ai muri delle vecchie aule, le classi di chi ha fatto le scole quando ancora si chiamavano elementari. I cartelloni appesi che la maestra indicava durante i dettati infiniti, tra le righe di un corsivo lentissimo e sempre imperfetto, rappresentano l’altro abbecedario, quello che abbiamo stampato in mente, che Massi disegna con raffinatezza e perizia, con un tratto senza tempo capace di attraversare gli anni, le classi, i fiocchi, i calamai, le penne Bic e quelle con dieci colori profumatissimi. Un tempo comune, una radice: ogni tratto si insinua nella terra della memoria e lì resta, cova, improvviso germoglia come ricordo colorato, O di Ova, I di Inguilla, diventa immagine, suono. La partecipazione agli eventi sarà gratuita, ma soggetta alle restrizioni imposte dalla normativa anti-Covid che prevede il possesso del green pass. È richiesta la prenotazione al 320 4159700, fino ad esaurimento dei posti disponibili.






















