
BARCHI (Terre Roveresche) Mercoledì 26 gennaio è indetta un’altra seduta decisoria della conferenza dei servizi sul progetto dell’impianto di digestione per la produzione di biometano in loc. Ca’ Rafaneto Barchi del Comune di Terre Roveresche. La Provincia che deve rilasciare l’autorizzazione finale nonché esprimere la valutazione di compatibilità ambientale ha tutti gli elementi per respingere l’istanza e concludere il procedimento di V.I.A. con giudizio di non compatibilità. Non possiamo non evidenziare che i pareri positivi fino ad ora espressi presentano a Ns avviso evidenti errori e carenze istruttorie, inoltre il parere NEGATIVO sulla viabilità totalmente inadatta, è gia stato espresso dal responsabile provinciale e dal responsabile del Comune di Terre Roveresche nella precedente seduta e pertanto NON SUPERABILE, viste le inappropriate modalità di superamento pubblicate sul sito della Provincia che risultano prive di un progetto dettagliato elencante voci specifiche di capitolato con i singoli importi e prestazioni riguardanti la manutenzione e la sicurezza stradale relativi ai percorsi indicati, nonchè di un importo forfettario stanziato a fronte dell’effettivo fabbisogno. La valutazione di impatto ambientale è un atto di ampia natura discrezionale in quanto diretta a considerare l’impatto del progetto non solo sulle matrici ambientali ma anche sulla collettività. Una collettività che in più occasioni e massicciamente ha espresso la propria contrarietà anche per essere tuttora soggetta alla pressione ambientale derivante dalla presenza della discarica comunitaria. A rafforzare il tutto ricordo le oltre 1300 diffide motivate che sono state depositate in provincia a maggio 2021 con relativa richiesta di risarcimento danni per la svalutazione che potrebbero avere immobili e attività commerciali. A questo si sono aggiunte a voce unanime le associazioni del territorio Confagricoltura, Coldiretti, Cia , Coopagri e Confcommercio a nome dei vari presidenti che hanno ribadito con apposita mozione inviata in Provincia la totale contrarietà motivata al progetto presentato oltre a note aziende imprenditoriali e associazioni del loco che potrebbero vedere vanificati gli sforzi fatti per la valorizzazione e la commercializzazione dei loro prodotti.
Abbiamo assistito all’adozione di un piano d’ambito che ha abdicato al suo compito non procedendo alla localizzazione dell’impianto di trattamento provinciale della Frazione Organica dei Rifiuti Urbani (FORSU), esponendo il territorio, e nella specie BARCHI, alle incursioni di società private contro la volontà del Comune stesso e dei relativi cittadini.
E’ l’occasione per i politici di dimostrare l’interesse per il proprio territorio anziché seguire logiche meramente economicistiche.
Come si potrebbe riconoscere la compatibilità ambientale di un impianto che non dimostra neanche la sua capacità di approvvigionamento avendo presentato solo una mera manifestazione di interesse da parte di alcune ditte tutte al di fuori della Provincia di Pesaro e Urbino? La V.I.A. è diretta anche a evitare cattedrali nel deserto realizzate ai soli fini di conseguire finanziamenti pubblici.
Non si comprende infine per quale motivo un impianto di tal genere debba essere localizzato in zona agricola contro le previsioni del PRG comunale e la normativa Regionale riguardante il consumo di suolo agricolo, una zona che presenta notevoli fragilità idrogeologiche che da sole il buon senso escluderebbe, come fino ad ora in tutti i casi ha escluso, qualsiasi possibilità edificatoria.
Confidiamo che le ragioni e l’interesse di questo territorio prevalgano sul mero interesse privato.






















