“Siamo all’anno zero”. Drammatica la protesta che sale dagli operatori del cinema marchigiano. Alla Regione è rimproverato di non avviare “da oltre un anno i bandi a sostegno del settore”. Lo sta intanto colpendo “una crisi senza precedenti” provocata dalla pandemia: “Progetti e set sono di fatto fermi da mesi”. Questo è in sintesi il quadro descritto da Cna Cinema e Audiovisivo Marche, Comitato Autori e Professionisti Cinema Marche e Agici. Nonostante il prolungato impasse della Regione e il conseguente timore che il settore sia “discriminato” rispetto ad altri comparti economici, la categoria è disposta a collaborare per trovare soluzioni. La nota congiunta rivendica il fatto che il cinema nostrano, strategico per la promozione culturale e turistica delle Marche, sia “una vera e propria industria con oltre trecento imprese e oltre mille tra lavoratori e collaboratori”. Affermano in coro gli operatori: “Siamo una delle pochissime regioni a non avere investito un euro in tutto il 2021”. Una situazione ritenuta “paradossale”, in considerazione dei “ripetuti annunci” che partivano da ben altre premesse. “Tutto ciò succede – è la conclusione – mentre in altre regioni, per esempio l’Emilia Romagna, si continua a investire sul cinema. Si chiede alla Regione che almeno a febbraio sia emesso un primo bando per le imprese di produzione nelle Marche. Occorre fare presto, perché il settore si trova in difficoltà. Non solo per la mancanza di sostegni da parte delle istituzioni pubbliche, ma anche per la totale assenza di programmazione e prospettive. Siamo tuttavia disponibili a collaborare in ogni forma e modo con la Regione per sbloccare al più presto la situazione”.






















