In merito alle dichiarazioni dell’assessora Fabiola Tonelli apparse sulla stampa il 17/03/2022 è necessario fare le seguenti precisazioni. Non è affatto vero che esista convergenza tra l’amministrazione comunale di Fano e le associazioni ambientaliste, riunite insieme a molti cittadini nel comitato Arzilla Resistente, contro la deturpazione ambientale del tratto finale del torrente Arzilla. Fatto sta che in una lettera del 10/12/2021 l’assessora Tonelli chiede ad Aset non la rimozione delle gabbionate, bensì di “al fine di ridurre l’impatto delle gabbionate, valutare l’opportunità di restringimento della sezione stradale fino alla larghezza minima di 2,50 ml. (e non 2 ml. n.d.r.) con esclusione della banchina di drenaggio delle acque meteoriche; di prevedere la piantumazione di alberi al di sopra delle gabbionate, dove possibile, su tutto il versante verso la foce, ….”. Infatti, Aset sta predisponendo una variante con una minima riduzione in altezza e in lunghezza delle gabbionate, soprattutto per non dover intervenire sulle aree private sovrastanti, ma nulla cambierà rispetto al taglio della vegetazione, e le nuove piantumazioni sulla massicciata sono tecnicamente impossibili.
Nemmeno il sindaco ha fatto nulla per venire incontro alle richieste del Comitato, che nell’ultimo incontro aveva proposto nuovi sondaggi geologici a spese dell’amministrazione comunale (e non di Aset Spa) sulla “testa” della scapata al fine di verificare puntualmente la valenza dell’indagine geologica presentata dallo Studio Tecnico Gregorini nel novembre 2021 (dopo l’appalto del progetto definitivo) che attesta l’instabilità della scarpata. Tale studio geologico espone di fatto il sindaco al rischio di denunce in caso di crolli su detta scarpata in quanto l’ “instabilità del versante” non si riferisce solo ai 70 metri in cui saranno costruite le gabbionate, ma a tutto il tracciato in riva sinistra.
Il comitato Arzilla Resistente ha proposto all’amministrazione comunale una soluzione progettuale alternativa, che andava approfondita grazie a nuovi carotaggi, che prevede di salvaguardare la scarpata allo stato attuale, pur garantendo la sicurezza per tutti i cittadini (inclusi i diversamente abili) nella fruizione del percorso ciclo-pedonale.
Ciò che è ormai evidente è che né il sindaco, né il resto della Giunta vogliano migliorare il progetto, e cerchino di salvare la faccia nascondendosi dietro la difesa d’ufficio che Aset Spa fa delle soluzioni tecniche adottate per i tratti 3 e 4, contestate dagli ambientalisti e dai cittadini. Sembra che sia Aset Spa a dettare le condizioni al Comune, come se la società partecipata fosse lei a detenere il 97% delle quote del comune e non viceversa.
In conclusione, condanniamo il gesto di chi ha incendiato la rete di plastica del cantiere: le azioni del Comitato sono state sempre all’insegna del sano e costruttivo confronto democratico.
La Lupus in Fabula






















