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FOSSOMBRONE Riorganizzazione dell’Acap (ex pronto soccorso) per quanto attiene la gestione degli operatori; qualificazione organizzativa del comparto radiologico; funzionalità generali legate al territorio di competenza, evitando cioè doppioni inutili rispetto ad altri contesti; intesa operativa tra amministratori comunali e personale dell’ospedale di comunità; competenze qualificate della casa della salute in seno all’ospedale di comunità: queste le indicazioni emerse al termine della visita all’ospedale forsempronese del presidente della Regione Francesco Acquaroli accompagnato dall’assessore Francesco Baldelli e dalla dottoressa Nadia Storti direttore dell’Asur Marche. «Abbiamo focalizzato gli obiettivi possibili, nessun volo pindarico, né richieste assurde – commenta il sindaco Massimo Berloni -. Diciamo che dopo la visita dell’assessore Saltamartini abbiamo ancora una volta avuto conferma che struttura, personale e potenzialità rappresentano i punti di forza del nostro ospedale che dovrà operare per rispondere al meglio ai bisogni del territorio di competenza diventando un punto di riferimento. Una funzione qualificante verrà esercitata dalla casa della salute in seno all’ospedale di comunità». Il sindaco evita di scendere nei particolari «in quanto sarebbe perfettamente inutile compromettere tutto il lavoro che si sta facendo. Dopo anni di polemiche possiamo dire che la sanità non è un problema di questa o quella parte politica. Per questo ho giustamente invitato tutti i consiglieri comunali che hanno partecipato all’incontro e si sono resi conto di cosa sta succedendo. Avevamo anticipato un mese fa la volontà di un consiglio comunale in seduta straordinaria. Diciamo che si è svolto direttamente in ospedale anche se in via informale». Le funzioni della Casa della salute «consistono nell’erogazione delle cure primarie, attivazione del punto unico di accettazione (PUA), integrazione con i servizi sociali, presenza medica H24 sette giorni su sette anche attraverso l’integrazione della continuità assistenziale, sportello CUP, ambulatori gestiti da “infermieri di comunità”, attivazione dei servizi diagnostici anche attraverso strumenti di telemedicina». Non tutto potrà avvenire con un colpo di bacchetta magica. Importante che il percorso di riqualificazione sia stato tracciato e condiviso dagli stessi operatori sanitari che hanno avuto modo di sottolineare che desiderano lavorare per prestare il miglior servizio agli utenti. Un dato che è noto da sempre. È eccellente la qualità professionale di tutti quanti. Un riconoscimento doveroso che coinvolge l’intera comunità.

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