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Ruggeri, M5S, sollecita il sostegno a un importante servizio di volontariato. Risposta a luci e ombre

Un cavillo burocratico comprime il servizio fornito delle guardie ecologiche volontarie Gev nelle provincia di Pesaro e Urbino. “Mi aspettavo una soluzione per superare lo stallo, che è a svantaggio dell’intera comunità, ma la giunta regionale non appare intenzionata a trovarla”, ha affermato ieri mattina in aula la capogruppo consiliare dei 5 Stelle, Marta Ruggeri. La questione riguarda le 25 aspiranti Gev che hanno seguito nel 2019 un corso di formazione organizzato dalla Regione, in collaborazione con l’Università urbinate. “Le 25 aspiranti Gev – ha proseguito Ruggeri – sono ancora in attesa di essere nominate, perché la Provincia di Pesaro e Urbino, cui spetta di coordinarle, non può riconoscere il corso. È una questione di cavilli burocratici, nasce da un pasticcio della Regione e dovrebbe essere sanata per potenziare un’attività di volontariato fondamentale nella tutela dell’ambiente, delle risorse idriche, del suolo, della flora e della fauna”. Ruggeri ha dunque espresso un giudizio negativo su questa parte della risposta fornita alla sua interrogazione. “Riguardo il finanziamento della legge, mi aspetto che la Provincia trasmetta alla Regione il programma di attività da realizzare con l’indicazione delle spese che poi la Regione avrà l’obbligo di  finanziare . Sono ormai molti anni – ha concluso Ruggeri – che la Regione non stanzia risorse per sostenere l’attività delle Gev nelle diverse province delle Marche. Pur fornendo servizi molto utili alla collettività, le guardie volontarie si sono ritrovate spesso anche senza i soldi per la benzina”.

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