È sotto gli occhi di tutti la drammatica realtà dei commercianti del centro storico di Fossombrone. Il corso Garibaldi, cuore della città, è tristemente pieno di locali sfitti. Questo quadro desolante non è un caso isolato, purtroppo è lo specchio di una crisi profonda a livello nazionale. Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio nell’articolo del Sole 24ore a firma di Enrico Netti, mette in guardia “(…) la desertificazione commerciale delle nostre città (…) rischia di ridurre la qualità della vita di turisti e residenti”. La nostra lista “Progetto Comune” condivide la preoccupazione relativa alla costante dequalificazione dei centri storici con conseguente progressiva perdita di qualità della vita dei suoi abitanti. Vista la scarsa frequenza con cui vengono indetti i consigli comunali dalla nostra amministrazione ed il loro conseguente intasamento negli ordini del giorno, condividiamo questi nostri suggerimenti per un rilancio delle attività commerciali da canali meno istituzionali, nell’intento di poter contribuire efficacemente ad un loro rilancio. Partiamo da un’analisi e vediamo un po’ di numeri forniti dall’Ufficio studi di Confcommercio: in questi 2 anni di pandemia hanno abbassato la saracinesca 4.500 esercizi, negli ultimi nove anni le attività chiuse sono quasi 85mila che se vengono sommate a quelle degli ambulanti arrivano alla cifra spaventosa di 100mila. Questo problema cronico ha diverse cause, la prima, sempre leggendo il Sole 24ore, è da imputare a una stagnazione dei consumi che si protrae da circa 25 anni portando i numeri di oggi al livello del 1998. Altra causa è sicuramente la competizione al settore del commercio fisico da parte del commercio online.
Ma quali sarebbero le attività più a rischio? I numeri ci dicono che i settori più penalizzati sono l’abbigliamento, le calzature, i libri, i giocattoli, i mobili e le ferramenta. Un segnale in controtendenza arriva invece dal turismo e da tutte quelle attività connesse come bar, ristoranti, B&B e alberghi. Alla luce di questi dati è necessario reagire in maniera sinergica e unitaria tra tutti gli attori in campo, commercianti, forze politiche e associazioni.
Si può partire naturalmente dalla riqualificazione del centro storico, già promessa da questa amministrazione in campagna elettorale, ma questo non può ovviamente bastare, come, anche se utili, non sono sufficienti manifestazioni a spot. Sicuramente consolidare e accrescere il trend positivo del turismo conquistato nella precedente amministrazione sarebbe auspicabile. Un esempio, per noi di spunto su questi temi, è quello del comune di Pesaro, dove il sindaco Matteo Ricci, seguendo progetti simili a quelli di Parma e Bologna, ha incontrato i proprietari dei negozi sfitti per sostenere un abbassamento del prezzo di locazione. Altro sforzo, già intrapreso da altre amministrazioni e, tra l’altro promesso dalla nostra amministrazione in campagna elettorale, sarebbe quello di intervenire con agevolazioni temporanee e, per quanto possibile strutturali, per alleggerire il peso dei tributi locali. Un ulteriore sforzo andrebbe fatto promuovendo una campagna pubblicitaria per incentivare gli acquisti nei negozi di prossimità. Inoltre, sempre nei locali attualmente vuoti si potrebbero ospitare, magari a rotazione, delle attività artistiche o artigianali che possono promuovere il territorio e che possono dare visibilità anche allo spazio da affittare. Un’altra attività molto interessante sarebbe la creazione, in collaborazione con associazioni di categoria, di un “centro commerciale virtuale”, ovvero un portale dove i negozi fisici, potrebbero avere anche una vetrina online. Esistono esempi simili in Veneto. Inoltre per supportare e stimolare gli esercenti a portare la propria attività anche in rete si potrebbero organizzare corsi di web-marketing. Nel nostro programma erano già presenti queste idee, le vorremmo mettere al servizio della città per aiutarla in questo momento difficile.
da Progetto Comune Fossombrone






















