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La “Cerca e cavatura del tartufo in Italia” è ufficialmente nella lista rappresentativa Unesco del Patrimonio Culturale Immateriale. Ieri, 22 giugno, a Roma, alla Casa del Cinema il nero su bianco di una notizia resa nota sul finire del 2021. C’erano anche diversi esponenti del nostro territorio, ovviamente rappresentativi di quelle realtà legate a doppio filo con il re della tavola: Acqualagna, Sant’Angelo in Vado, Pergola, tutti appartenenti all’associazione nazionale “Città del Tartufo” che comprende anche Apecchio. Non solo istituzioni ma anche rappresentanti dei cavatori e delle associazioni di categoria. Cosi si è espressa Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura: “Finalmente la cerca e cavatura del tartufo è Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. È l’ennesima conferma dell’unicità e della straordinaria ricchezza delle peculiarità che contraddistinguono il nostro Paese. Un attestato che porta a 72 i riconoscimenti Unesco in Italia, certifica il primato del Belpaese e rafforza la nostra leadership culturale ribadendo la vastità del nostro patrimonio e riconoscendo il ruolo delle comunità nella tutela e promozione dei propri beni. Siamo felici ed orgogliosi del risultato ottenuto dal lavoro svolto in coordinamento con la vasta comunità singoli Tartufai, libere Associazioni e gruppi aderenti alla Federazione Nazionale Associazioni Tartufai Italiana (FNATI) e all’Associazione Nazionale delle Città del Tartufo (ANCT). Un impegno corale che ha permesso di rendere il dovuto omaggio ad una pratica densa di valori e tradizioni, tramandate oralmente di generazione in generazione”.

 

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