Se al Nord compaiono le prime autobotti per la distribuzione potabile, l’emergenza acqua sta rapidamente estendendosi al centro Italia: è questo l’ulteriore dato di preoccupazione, che emerge dal report settimanale dell’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche. Un ritornello ormai classico che si verifica puntualmente ogni anno. Sulla questione è intervenuto il sindaco di Cantiano Alessandro Piccini: “Come prevedibile la cosiddetta emergenza idrica, complice l’ormai accertato cambiamento climatico in atto, si sta ripresentando con la solita puntualità, addirittura in anticipo rispetto al passato, ed in maniera sempre più grave. Trattasi ormai di un problema ordinario e non più considerabile emergenziale. E purtroppo le soluzioni proposte e discusse non avanzano come dovrebbero, consegnandoci una situazione con pochi, seppur importanti, novità. È vero che occorre decidere, che problematiche così importanti ed influenti sulla salute e sull’economia del territorio, non possono più essere rimandate. Ma è altrettanto vero che serve responsabilità nel portare avanti scelte strategiche ed impattanti, serve avere consapevolezza dei numeri e del quadro scientifico come base certa per ogni decisione: è questo che chiediamo e pretendiamo da tempo! Come Unione montana del Catria e Nerone abbiamo già formalmente ribadito e riassunto in un documento datato ormai 01/10/2021 (votato tra l’altro all’unanimità dei sindaci dell’Aato idrico) quelle che sarebbero le azioni, sia in termini di priorità che di gradualità, da mettere in campo. Proprio perché siamo di fronte a cambiamenti climatici ormai evidenti, prima di pensare ad ulteriori infrastrutture che comporterebbero, oltre ad importanti investimenti con un non trascurabile impatto ambientale, sarebbe opportuno in primis procedere concretamente con quelle azioni che potrebbero migliorare nell’immediato la situazione esistente e solo dopo, qualora le azioni intraprese non fossero sufficienti, poter valutare ulteriori interventi. L’intervento sulle perdite delle reti è prioritario. E qui qualcosa si muove. L’Aato, l’Autorità di ambito territoriale ottimale n.1 Marche Nord Pesaro e Urbino, sta infatti partecipando ad un importante finanziamento in quota Pnrr per l’ammodernamento della rete impiantistica, in aggiunta agli intervento ordinari e già programmati da parte del gestore del servizio idrico (Marche Multiservizi SpA). E poi la pulizia degli attuali invasi. Prima di pensarne di nuovi infatti, perché non ridare funzionalità agli esistenti? Come ormai detto in più sedi la pulizia del solo invaso del Furlo (utilizzabile ormai per solo 1/3 della propria capacità di accumulo) ridarebbe una autonomia di più di un mese al sistema idrico provinciale (a cui eventualmente aggiungere ulteriori 150 l/sec di potenziale prelievo del pozzo di Sant’Anna). Queste le scelte di buon senso che vanno fatte, partendo dagli interventi prioritari, meno onerosi, più sostenibili dal punto di vista ambientale e che diano risposte nel più breve tempo possibile. È chiaro a tutti che se tutto questo non bastasse, si dovrà per forza guardare al futuro ed alla preoccupante situazione che si prospetta, che a questo punto potrebbe comportare scelte coraggiose ed impattanti basate però, come precondizione, su indicazioni scientifiche, chiare ed inconfutabili. È in questa direzione che la nostra richiesta di costituire un team di professionisti terzi ed esperti di settore, con il coinvolgimento del mondo accademico, è stata accolta sempre da Aato che sta procedendo, parallelamente al resto, anche in questa direzione”.






















