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Il turismo deve essere salvato dagli effetti paralizzanti dell’emergenza sanitaria: il dibattito è ormai avviato a livello nazionale e il sindaco Massimo Seri si iscrive a due iniziative (un manifesto e un appello), che sollecitano un intervento risolutivo del governo. La priorità individuata dal primo cittadino di Fano, che si rivolge anche alla Regione, è l’erogazione di «contributi a fondo perduto» per le attività stagionali: «Sono reali urgenza e necessità» di un simile provvedimento. Il sindaco Seri parte dal presupposto «assodato che una parte della stagione balneare 2020 è compromessa», quindi «occorrono subito forme di compensazione». Non è possibile «aspettare altri dodici mesi per avere la prossima occasione di reddito», bisogna invece «avere certezze sulle riaperture, a quali condizioni e con quali misure per garantire la sicurezza degli ospiti». Le stesse informazioni dovrebbero essere fornite per manifestazioni ed eventi che si possano riorganizzare fra le tante date, una miriade, sospese a causa dell’emergenza sanitaria. Così si consentirebbe «ai Comuni di riprogrammare ed eventualmente destinare risorse ad altre attività». Prosegue Seri: «Da ciò che sappiamo oggi il virus potrebbe essere ancora in circolazione nel 2021, questo ci deve portare a immaginare forme di tutela a medio termine per turisti e imprenditori». Il sindaco di Fano propone di «attivare formule assicurative» per garantire rimborsi pieni e tempestivi. Ulteriore questione: «Come compensare l’hotel, la pensione o il camping che abbia i soggiorni azzerati?». Infine le conseguenze dell’emergenza sanitaria sui bilanci dei Comuni a vocazione turistica, che inoltre saranno privati di entrate derivanti dall’imposta di soggiorno. «Occorrerà che Regioni e Governo – conclude Seri – si facciano carico di una forma di compensazione perché diventa necessario investire in termini di comunicazione e promozione per guardare oltre la crisi, per non perdere terreno verso i nostri competitori e mantenere attrattività». Il rischio da evitare è che aumenti il peso della burocrazia nella filiera, bisogna invece «cogliere la sfida per una reale integrazione dell’offerta turistica e dei relativi prodotti, svincolandola dai confini amministrativi». Conclude Seri: «L’economia turistica si trova davanti a uno scenario allarmante, non dobbiamo farci prendere dallo sconforto ma unire le nostre idee e le nostre migliori energie per superare la tempesta e riprendere a navigare».

Nella foto grande il sindaco Massimo Seri, sotto la spiaggia a Sassonia in un’immagine di repertorio

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