Il consigliere regionale Giacomo Rossi
carne
iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
legno
Il pozzo del Burano fra Cagli e Cantiano

Sul tema dell’emergenza idrica si sono spese e si spenderanno fiumi di parole (e non è un eufemismo). In prima fila a discutere dell’argomento, da tempo (prima come consigliere comunale e ora come consigliere regionale) Giacomo Rossi. Consigliere Rossi com’è la situazione ? “Come tutti sanno è molto grave. Il tempo delle chiacchiere è finito e vanno trovate subito delle soluzioni immediate e condivise”. Si ma come ? “É ora che le istituzioni inizino a lavorare in sinergia con dei tavoli tematici, trovando soluzioni condivise. Troppo spesso in questi anni abbiamo sentito proposte unilaterali, poco condivise e a tratti assurde. Soprattutto è ora di darsi anche una tabella di marcia e delle scadenze, altrimenti in ogni riunione che si fa, si rimanda la decisione alla successiva”. Ma non è stato fatto niente quindi ? “No, qualcosa dopo tanti anni di stasi si è mosso. Per esempio, bisogna dare atto all’Assessore Stefano Aguzzi di aver ripreso in mano la questione della pulizia degli invasi anche se sinceramente, io non mi fido molto di Enel. Sul ruolo di questa società ho richiamato in Consiglio regionale il ruolo dei partiti affinché a livello centrale possano fare la giusta pressione affinché Enel sia maggiormente collaborativa. Anche su questa questione però, ci vuole un crono programma preciso e messo nero su bianco”. Oltre la pulizia degli invasi, quali soluzioni si sente di suggerire ? “Come ho detto in Consiglio regionale non c’è una soluzione definitiva e totale, ma ci sono tante soluzioni parziali e plurime per risolvere l’emergenza. Con i fondi del PNRR si può iniziare da subito a sistemare la rete, per esempio. Altra soluzione sono dei bacini per stoccare l’acqua. È uscita l’ipotesi dell’ex cava di S. Anna e pare che il sito sia adatto sotto tanti punti di vista. C’è da attivarsi subito per valutare la cosa ed iniziare eventualmente l’opera. Tra l’altro abbiamo anche altre ex cave dismesse, potenziali laghetti d’accumulo”. Altro ? “La pulizia delle riserve idriche (inquinate) della costa, la desalinizzazione come strumento d’aiuto parziale nei periodi estivi sempre per la costa, la costruzione di pozze e piccoli laghi nelle aziende agricole e un utilizzo più consapevole della riserva idrica. Su quest’ultimo punto mi domando come sia ancora possibile vedere idranti che a mezzogiorno sparano in aria getti d’acqua con la conseguente evaporazione e nel frattempo si fa divieto di innaffiare una zucchina nell’orto”. E sul Pozzo del Burano ? “La mia posizione è quella che vado dicendo da anni. Il Pozzo del Burano è una riserva idrica strategica. Non possiamo aprirlo troppo facilmente, anche perché le fonti a monte ne risentono pesantemente. Questo sito tra l’altro ha dei tempi di ricarica molto lunghi e va aperto il meno possibile. Anche per questo, sono contrario al suo intubamento perché questo sito non può essere una soluzione stabile. Comunque credo che la Regione Marche abbia una nuova consapevolezza sull’argomento ed un rispetto maggiore del Pozzo del Burano che negli anni scorsi è stato aperto anche per mesi”.

scarpe firmate
irish pub cantiano
scarpe moda
moda donna
arredamento interno