Adriano Pedini con i GoGo Penguin (foto Andrea Rotili)
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Tempo di bilanci per il trentesimo Fano Jazz by the sea, nella città della Fortuna dal 22 al 31 luglio scorsi. Appuntamento alla prossima edizione dal 22 al 30 luglio 2023. «Nonostante i timori per i due anni di Covid e una situazione sanitaria non ancora tranquilla, la manifestazione ha ritrovato il suo pubblico, anche più numeroso del previsto», commenta Adriano Pedini, direttore artistico del Fano Jazz. «Basti pensare – aggiunge Pedini – alle oltre duemila persone del concerto conclusivo alla Golena del Furlo, un record assoluto, e ai tutto esaurito alla rocca Malatestiana per tre volte consecutive. Va sottolineata, non senza sorpresa e in controtendenza rispetto al passato, la presenza di un pubblico in prevalenza giovane».

Ma ecco i dati più significativi: 55 eventi, 47 gratuiti, hanno coinvolto 200 musicisti. L’incasso complessivo lordo dei concerti a pagamento è stato di quasi 65.000 euro, oltre 19.000 euro in più rispetto al 2021. Staccati oltre 5.000 biglietti: erano stati 4.030 nel 2021 e 2.235 nel 2020. In media 630 spettatori paganti a concerto. Considerando gli eventi della sezione Live in The City e del Jazz Village sono 35.000 le presenze complessive stimate.

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Gli organizzatori dell’evento musicale estivo considerano «molto significativa» l’affluenza di pubblico da fuori Fano, che ha acquistato poco meno del 70 per cento dei biglietti venduti online. Quasi il 3 per cento riguarda pubblico proveniente dall’estero: Francia, Danimarca, Germania, Olanda, Svizzera, Stati Uniti, Polonia, Irlanda, Inghilterra, Belgio, Slovenia, Spagna, Ungheria. Da fuori regione è invece arrivato quasi il 23 per cento del pubblico: Emilia Romagna, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Trentino Alto Adige, Umbria, Veneto.

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«Il Festival – prosegue una nota dell’organizzazione – ha dimostrato quanto possa essere importante per l’immagine della città, anche in termini di ritorno economico e di attrattiva turistica di qualità. È quanto si evince dalle testimonianze degli albergatori, raccolte in un sondaggio a cura degli studenti dell’Università di Urbino. Si segnala che numerose prenotazioni durante il periodo del Festival Jazz siano state fatte già dal mese di aprile, negli alberghi sia Sassonia sia al Lido. Non va poi dimenticato che nelle strutture ricettive sono stati ospitati 140 fra musicisti, giornalisti e operatori del settore». Si ritiene inoltre che la sfida sia stata vinta «anche sotto il profilo artistico». Conclude infatti Pedini:  «È stata un’edizione coraggiosa, che segna una svolta verso  il festival degli anni a venire: qualità artistica con proposte sempre più legate alla contemporaneità; coinvolgimento dei giovani, sia come attori della proposta culturale sia come pubblico, per il ricambio generazionale; un sempre maggior impegno verso la sostenibilità e responsabilità sociale con il Green Jazz Village; un consolidato rapporto con tutta la città; un’attenzione particolare anche alla qualità della gestione generale». Fano Jazz ha ottenuto «diffusa visibilità sui media nazionali e regionali; notevole il riscontro sui social». Va dunque in archivio un’edizione da ricordare per i «tanti i concerti delle varie sezioni» e iniziative «quali il convegno Fano Jazz Takes The Blue and Green». La conclusione è che, «tra le attività collaterali merita una menzione a parte un segno distintivo del Festival: il Campus Musicale che ha portato alla costituzione dell’Orchestra Mosaico coinvolgendo 50 tra giovani e giovanissimi musicisti. Un’esperienza che ha colpito lo stesso sindaco di Fano, Massimo Seri, che ha presenziato al concerto conclusivo al Jazz Village, consegnando gli attestati ai ragazzi. Anche i più piccoli sono stati coinvolti, con saggio finale al Chiostro di Santa Teresa: il ricordo è ancora vivo in tutti coloro che vi hanno partecipato».

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