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È tornato il sereno dopo l’ondata di maltempo, evidenziando ancora di più i danni provocati dalla mareggiata di martedì scorso. Tra la mattinata e il pomeriggio i cavalloni, lanciati contro la costa dalla burrasca da levante, hanno provocato una forte erosione, che ha fatto arretrare d’un balzo tanto le concessioni balneari di Fano quanto le spiagge libere, trascinando via spessori di sabbia o di ghiaia profondi fino a due metri. Nelle zone meno protette dal dissesto idro-geologico le ondate si sono spinte fino ai chioschi, alle piscine e agli impianti sportivi per i giochi estivi.

È stato così sia a Sassonia, al confine con la diga foranea del porto e la passeggiata del Lisippo, sia a Ponte Sasso, dove l’acqua del mare è arrivata a ridosso della nuova pista ciclabile. Sono inoltre segnalate conseguenze molto serie a Fosso Sejore, Gimarra e Arzilla. Costretti a spendere migliaia di euro all’anno, per i ripristini delle spiagge colpite dal maltempo, gli operatori continuano a chiedere interventi urgenti: posa di scogliere dove mancano e manutenzione delle barriere marine già esistenti.

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Il vento levatosi in seguito da nord ovest ha contribuito a placare la spinta delle onde, più potenti e più alte del solito per la fase di colma (almeno un metro e 20 centimetri in più rispetto all’altezza media del mare Adriatico), ma ha provocato numerosi crolli di alberi e grossi rami, soprattutto nelle zone di campagna e periferiche. Intenso lavoro per i vigili del fuoco.

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