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Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da alcuni esercenti del territorio pesarese (rappresentati tra gli altri, i settori di abbigliamento, estetica, ristorazione)

Tra poco non scriveremo sui balconi “andrà tutto bene” ma “aiuto”. Non abbiamo ricevuto alcuna agevolazione, alcun sussidio, chiediamo soltanto di poter tornare a lavorare, con le dovute precauzioni e nel totale rispetto delle misure di distanziamento sociale e di divieto di assembramento. Non vogliamo il tana liberi tutti, lo capiamo che il momento è durissimo. Chiediamo, al pari di altre realtà, di ripartire il 4 maggio. Ritardando di quindici giorni, un mese non cambierebbe nulla, se non che alcuni non riusciranno più a ripartire. Dobbiamo limitare gli ingressi, organizzare turni, allungare orari e giorni lavorativi? Va bene. Ma facciamo presto. Continuando su questa strada, ahimè, si finirà per dare il colpo di grazia alla già molto fragile economia del nostro entroterra e soprattutto ai tanti piccoli e medi imprenditori e commercianti che ogni giorno lottano per portare avanti le proprie realtà lavorative. Forse queste righe serviranno a ben poco, ma vogliamo lanciare un appello al buon senso delle istituzioni: dateci la possibilità di rialzarci.

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