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TERRE ROVERESCHE Con oltre mille partecipanti «la camminata “#Mobilitiamoci” che si è svolta a Barchi, con partenza alle 15 da Palasimone, all’insegna degli slogan “No al biodigestore a Terre Roveresche, No ai rifiuti da fuori regione” – commenta il sindaco Antonio Sebastianelli – non è stata un’iniziativa di protesta fine a sé stessa. Di contestazioni pubbliche, compresa la marcia a Fano, ne abbiamo organizzate diverse. Abbiamo voluto ricordare a tutti che l’8 marzo il Tar prenderà in esame, si tratta del primo dibattimento, i ricorsi che Comune e “Comitato a difesa del territorio” hanno inoltrato distintamente contro l’autorizzazione che la Provincia ha concesso perché il biodigestore possa insediarsi a Barchi nei pressi, come sappiamo da sempre, dell’ex discarica comprensoriale a suo tempo al servizio dell’ex Comunità Montana del Metauro». Quali siano i motivi che stanno alla base del “no” sono stati detti, ripetuti e ribaditi in occasione delle molteplici assemblee pubbliche a cominciare dall’inadeguatezza dell’area scelta in termini morfologici e logistici. Non da meno per tutelare un comparto agricolo incontaminato e di rinomata qualità come da tradizione migliore. «Il biodigestore preoccupa anche i Comuni vicini di Mondavio e Fratte Rosa che, insieme al comitato partecipano come promotori accanto a quello di Terre Roveresche. Un terzo ricorso è stato presentato al Tar. «Questa volta è la ditta Feronia a contestare la decisione presa dal nostro Comune – sottolinea Sebastianelli – in quanto abbiano chiesto, alla luce di quanto deliberato dalla conferenza dei servizi in merito all’autorizzazione per l’insediamento dell’impianto, che gli oneri di urbanizzazione vengano versati in anticipo rispetto all’inizio dei lavori per un importo pari a 600mila euro visto che la Provincia ha deliberato che il terreno agricolo venga trasformato in industriale. Il Comune vuol far valere i proprio diritti, naturalmente». Un percorso ad ostacoli da una parte e dall’altra. In un quadro generale mutato rispetto ai tempi in cui il biodigestore veniva considerato una sorta di toccasana indispensabile: «In effetti l’attenzione è oggi puntata sui rifiuti e ancor più su quelli speciali ma non pericolosi, il dibattito è aperto su tutto il fronte tanto che la questione biodigestore sta finendo in secondo piano. Staremo a vedere».

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