di Anna Maria Polidori
Lino Guanciale e Francesco Montanari saranno protagonisti questo venerdì 10 marzo presso il Teatro Sanzio di Urbino de: L’Uomo più Crudele del Mondo. L’11 e il 12 saranno a Macerata. La trama è alquanto attuale: Paul Veres è il proprietario della più grande azienda europea d’armi. Il suo carattere però non è borioso, estroverso. Tutto l’opposto, è un tizio alquanto timido e riservato. Così, viene inviato di notte un giornalista di una testata locale per tentare di capirne di più. Un’intervista notturna in un capannone abbandonato: nel sottofondo i rumori della fabbrica. All’interno un silenzio irreale. Il giornalista capisce da subito che la piega che prenderà la nottata sarà alquanto particolare dopo quando gli dirà Veres: “Lei crede ancora che si possa andare avanti dopo questa notte… lei crede che questa vita domani mattina sarà la stessa che viveva prima?”. Abbiamo sentito Davide Sacco sceneggiatore e regista dell’opera. E partiamo da qui. Potrebbe essere interpretato anche come un monologo interiore tra la parte oscura e quella più bella di una persona durante uno sdoppiamento? “Certo. Un dialogo tra l’incoscienza e la coscienza”. Come è nata l’idea, anche molto attuale di un lavoro del genere? “Mah, in realtà i testi teatrali non hanno mai una genesi precisa. Questo fa parte di una trilogia, La Ballata degli Uomini, Bestia, Tre Atti Unici edito da Caracò. Un libro che ha riscosso molto successo. Focalizzo questi lavori sui concetti della crudeltà e della bestialità nell’uomo”. Chi è Veres? “È un cinico che le potrebbe rispondere che sta dando lavoro a molte famiglie con la sua fabbrica”. Insomma, Veres non si pone problemi etici. E il giornalista? “Oh, lui è la classica brava persona che deve intervistare questo cosiddetto ‘uomo più crudele del mondo’ però alla fine l’intera questione verrà ribaltata. Mi spiace ma non posso aggiungere altro”. Cosa siamo diventati durante queste decadi? “Una domanda da un milione di dollari. Una società più pronta al compromesso, però è molto pericoloso”. Perché è pericoloso? “Il compromesso è una mercificazione che mette in pericolo il concetto di umanità stessa”. Mi parla della direzione artistica del Teatro di Narni? “Ci sono da tre anni. Ho fondato Narni Città Teatro un’istituzione riconosciuta dal Ministero. Abbiamo chiuso con 5000 biglietti staccati, 35 debutti in pochi giorni. Narni sta diventando una grande città della cultura e uno dei teatri più importanti dell’Umbria con sempre più abbonati giovani, in particolare”.





















