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Ritorna la solenne Processione del Cristo morto la sera del Venerdì Santo. I riti iniziano la mattina alle 5, quando l’effige in legno del Cristo viene prelevata dall’antica chiesa di San Giuseppe (luogo in cui è custodita tutto l’anno) per essere portata fino alla cattedrale, dove viene allestita la scena del Calvario sopra l’altare maggiore, insieme alle statue dell’Addolorata, San Giovanni e la Maddalena. Alle 16 in duomo è previsto il rito dell’Adorazione della Croce e il Canto delle 7 Parole. Alle 18 il Cristo morto viene deposto dalla croce per avanzare con la processione del pomeriggio dalla cattedrale alla chiesa di San Giuseppe, dove difronte a quest’ultima avviene il distacco della statua della Madonna Addolorata (portata sempre in processione nella chiesa di San Bartolomeo), dal Cristo ligneo e dalle altre due statue che rimangono esposte ai fedeli nella chiesa di San Giuseppe. Alle 21.30 l’atto finale: la processione notturna. Almeno trecento confratelli delle cinque confraternite cagliesi (SS. Crocifisso e San Giuseppe, Buona Morte, Santa Maria della Misericordia, Artieri e Madonna del Buon Consiglio) percorrono le principali vie del centro, scalzi e incappucciati in segno di penitenza. In fondo al lungo corteo l’antico carro del XVII secolo, dove viene trasportato il Cristo morto insieme alle tre statue. Il suono della banda e del tamburo sordo, le preghiere e il silenzio creano un’atmosfera unica.

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