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Missiva del sindaco di Cantiano Alessandro Piccini al presidente della Regione Marche commissario delegato agli eventi alluvionali Francesco Acquaroli, al vice commissario delegato agli eventi alluvionali Stefano Babini e al prefetto di Pesaro e Urbino Emanuela Saverio Greco. La questione riguarda le difficoltà della struttura tecnico/amministrativa del Comune di Cantiano nell’espletare le pratiche dei primi ristori e la richiesta di supporto  per la gestione post-emergenza alluvionale

Sono a rappresentare ai soggetti sopra indicati lo stato non più sostenibile di estrema difficoltà della struttura comunale di Cantiano, comune tra i più colpiti in termini di devastazione dall’evento del 15 settembre scorso. La piccola struttura comunale si trova infatti a gestire, senza soluzione di continuità, ormai da quasi sette mesi da qual tragico evento, una mole di attività, specifiche alla situazione emergenziale in corso, che coinvolgono centinaia di privati cittadini e di residenze principali, oltre a diverse decine di attività d’impresa compromesse, alcune con capacità produttiva ancora azzerata, in aggiunta ai tanti danni al patrimonio pubblico. Si fa presente, con estrema preoccupazione, come tali attività emergenziali stiano assorbendo completamente l’esigua struttura tecnico/amministrativa dell’ente, che si trova costretta, da mesi, ad abbandonare l’ordinaria amministrazione, con la conseguente perdita di numerose opportunità, legate da una parte all’impossibi1ità di partecipare a bandi e progetti, dall’altra di non riuscire a concretizzare le progettualità attualmente in corso. Concreto è inoltre il rischio di non poter riuscire a garantire i servizi alla cittadinanza, così come quello di non adempiere alle scadenze legate ai provvedimenti annui obbligatori come, su tutti, il bilancio di previsione dell’ente, la cui cadenza è fissata per il prossimo 30 aprile. Vorrei quindi trasmettere questa mia estrema preoccupazione, fotografia oggettiva di una situazione non più sostenibile, rispetto alla quale chiediamo, ormai da mesi, un sostegno o in termini di personale aggiuntivo o di trasferimenti di risorse, per poterci dotare di collaborazioni esterne a sostegno degli adempimenti emergenziali. Ci dispiace constatare che, rispetto a questa nostra richiesta, non solo non abbiamo avuto alcun riscontro, ma il continuo trasferimento di adempimenti in carico all’ente comunale, individuato su più fronti quale “soggetto attuatore”, non ultimo il trasferimento cumulativo dei primi ristori a privati cittadini ed imprese, continui ad aggravare la condizione di lavoro dei dipendenti dell’ente e quella degli amministratori, in prima linea, ormai da mesi, nel gestire una situazione che per devastazione non ha precedenti nella storia della nostra comunità e che ha compromesso fortemente l’intero nostro tessuto socio – economico. Rispetto quindi a questo stato di oggettiva sofferenza, preoccupati della situazione di sconforto che si sta generando all’interno del paese, chiediamo che ci si diano risposte rispetto a quanto ormai da mesi viene richiesto ovvero che si creino le condizioni per un supporto all’ormai stremata struttura comunale.

Si chiede altresì come sia possibile, che rispetto a questo oggettivo stato di difficoltà dei piccoli comuni colpiti dall’alluvione, non si sia dato corso, dopo ormai quasi sette mesi dall’evento alluvionale, a quanto previsto dall’art. 2 dell’ocdpc 924/2022, che prevede che per consentire la piena operatività e capacità di risposta della struttura commissariale e dei Comuni maggiormente colpiti nella gestione delle misure volte al contrasto dell’emergenza in rassegna, il Commissario delegato può conferire o autorizzare il ricorso a incarichi individuali, ai sensi dell’articolo 7, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e a contratti di lavoro a tempo determinato, comprese altre forme di lavoro flessibile, anche attingendo a graduatorie concorsuali vigenti di amministrazioni, di cui all’articolo 1, comma 2, del citato decreto n. 165/2001, in favore di personale di comprovata esperienza e professionalità, connessa alla natura delle attività emergenziali, avendo, tra l’altro, la copertura degli oneri connessi all’attuazione del presente articolo, posti a carico delle risorse disponibili per l’emergenza, nel limite massimo complessivo di euro 400.000,00.

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Si prende inoltre atto del successivo decreto del vice commissario alla gestione degli eventi alluvionali, la cui nomina è stata consentita da quanto previsto dall’articolo 1, commi 1 e 2, dell’ocdpc n. 922/2022, in cui, a partire da quanto previsto dall’ art. 2 dell’ocdpc 924/2022, si individua quello che dovrebbe essere l’organico della struttura in capo al vice commissario stesso, composta da un numero di 20 unità di cui 7 unità riguardanti il settore tecnico ed altre 5 unità quello amministrativo. Constatiamo tuttavia che al momento anche questo secondo ed ulteriore atto di indirizzo sia stato disatteso e che non si sia provveduto neanche al potenziamento della struttura commissariale, che avrebbe potuto contribuire a quel supporto necessario ai Comuni colpiti. Si chiede quindi, alla luce di quanto sinora esposto, come si intenda colmare tale situazione e come e quando si possa dare concreto supporto alle strutture comunali che, ripeto, sono il fattore imprescindibile e propedeutico alla messa a terra di qualsiasi forma di azione sia che riguardi i cittadini, le imprese o le opere di ripristino dei danni al patrimonio pubblico. Confidando nella vostra comprensione e disponibilità, fiducioso che facciate vostra la drammaticità della situazione, ringrazio anticipatamente e formulo i miei più cordiali saluti.

Il sindaco di Cantiano Alessandro Piccini

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