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Il Cantamaggio celebra l’inizio della nuova stagione agricola ed affonda le sue radici nei riti pagani di augurio di benessere e prosperità. Gruppi di cantori, la notte tra il 30 aprile e il 1° maggio, girano tra le vie del paese a suon di organetti, fisarmonica e cembali intonando stornelli a “batocco” che vanno ad allietare gli abitanti dei piccoli paesi di campagna. L’usanza del Cantamaggio si mantiene ancora viva nell’entroterra marchigiano: quest’anno per i motivi arcinoti che non stiamo a ripetere, questa tradizione è stata stoppata (appena qualche sporadico/apprezzato ritornello davanti alla propria abitazione). Nel Comune di Cantiano, esattamente nella frazione di Pontericcioli, ai confini con la Regione Umbria, c’è un gruppo ormai consolidato che puntualmente porta avanti questa tradizione e che fa rima con l’associazione Tre Ponti. Abbiamo raccolto l’invito di un concittadino, Domenico Bianchi, da tanti anni a Roma (spesso torna durante la stagione estiva proprio a Pontericcioli), che ha voluto ricordare quella che possiamo riassumere in una sola parola, emozioni. Questa la sua riflessione a proposito del Cantamaggio locale:

“Questa (ieri ndr) mattina ho cercato, invano, il video del gruppo degli stornellatori del Cantamaggio sul profilo social dell’associazione Tre Ponti. Ogni anno, al mattino del 1° maggio, veniva messo in rete dal gruppo degli stornellatori, di ritorno dal giro di tutti i luoghi ove vi fossero case e persone ed ove, avevano portato la loro allegria. Ho nel cuore la nostalgia della partenza della banda da Pontericcioli e dell’ultimo saluto stornellato, fatto lo scorso anno presso il Laghetto. Mi manca la sana allegria della fisarmonica e dei strumenti più strani e del canto in cui si salutavano tutti ‘paesani e forestieri’, con l’ultimo bicchiere di vino, dopo i tanti fatti durante il notturno vagabondaggio, per il brindisi dell’arrivederci all’anno prossimo. Mi manca il piacere di vedere i cesti ricolmi di doni: uova, caciotte di formaggio, salami, capocolli, cresce di Pasqua col formaggio e … tante altre buone cose, come i soldi raccolti per fare poi un bel pranzo tutti insieme, nella comunità di Pontericcioli. Non ho visto il viso di “Capitan Nando”, Ferruccio, Giuliano con le loro fisarmoniche, Poppi, Luciano, Paoletto ed, anche se assente… ‘giustificato’ Lorenzone, il cui spirito è sempre presente nell’allegra banda e… mi scuso per coloro che non ho citato. Quest’anno il Cantamaggio è stato bloccato dall’infido virus, ma il malefico, l’anno prossimo, sarà sicuramente abbattuto dallo stesso Cantamaggio, che oltre ad essere una tradizione popolare, è anche un beneaugurante auspicio per i buoni raccolti dei frutti, faticosamente seminati nei terreni, ed anche un allegro augurio per il felice prosieguo della nostra vita collettiva. Anche se non lo avete celebrato, grazie, ugualmente, per il vostro Cantamaggio: io l’ho vissuto ugualmente. A tutti l’augurio di felicità e un abbraccio virtuale ma parimenti sincero e affettuoso al Cantamaggio dell’associazione “Tre Ponti” di Pontericcioli di Cantiano”.

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