Un servizio su Cantiano e la fase di ripartenza post-alluvione nell’edizione nazionale del Tg3 di ieri sera. È stata l’ennesima occasione, a 8 mesi dal 15 settembre 2022, per ribadire ciò che ci occorrerebbe, con un pensiero di profonda vicinanza anche a chi oggi, poco lontano da noi, nella Romagna devastata, si immagina una rapida ripartenza, dopo le drammatiche ore vissute il 16 e 17 maggio. È oggi che il sistema Paese ha bisogno della stessa efficacia ed efficienza che riesce a dimostrare nei primissimi giorni post calamità, quando l’onda emotiva ci spinge a sentirci migliori, insieme, con le mani nel fango.
Proprio perché l’ abbiamo vissuto, sappiamo sulla nostra pelle che tutto questo non basta.
Dopo una calamità occorrerebbe una struttura commissariale per il post-emergenza, una struttura speciale, modello “Genova-ponte Morandi”, per la ricostruzione post-alluvione. Una struttura di coordinamento che faciliterebbe e velocizzerebbe quell’organico e coordinato progetto di ripartenza tra pubblico, privato ed attività d’impresa. È la proposta che lanciò lo stesso presidente della regione Marche Francesco Acquaroli durante l’assemblea pubblica a Cantiano del 15 gennaio, a 4 mesi dall’alluvione. Proposta da noi condivisa ma che tuttavia al momento è rimasta tale. Perché quando non c’è da rifare solo una strada od un ponte, ma un intero paese, come a Cantiano e come accadrà in numerose zone dell’Emilia-Romagna, non si può lavorare con regole ordinarie. C’è bisogno di andare in deroga alle procedure formali, ai pareri e rimpalli di responsabilità tra enti; c’è bisogno di snellire le procedure autorizzative, gli affidamenti dei lavori, per una rapida messa a terra delle risorse sui territori. Non si propone di non rispettare le regole, ma solo di accelerare e non creare impedimenti formali, che rallentino i ristori e gli interventi di ripristino dei danni e di eliminazione dei pericoli, ritardando di fatto la ripartenza. Il fattore tempo è fondamentale e determinante per una pronta ed efficace ripartenza. Elemento di estrema criticità per il superamento dei ritardi è soprattutto la difficoltà di un coordinamento tra i troppi enti e soggetti attuatori coinvolti, (struttura commissariale regionale, dipartimento nazionale di protezione civile, Anas SpA per le strade, il Genio civile per gli interventi fluviali, il Consorzio di Bonifica per i torrenti minori, l’Aato per il sistema di distribuzione idrica, la rete fognaria e depurazione, il gestore del servizio idrico, i Comuni per la gestione dei rifiuti ed altri ancora).
Non bastano infatti stanziamenti e risorse messe a disposizione. Pensando al Consiglio dei Ministri di oggi, che individuerà le risorse, mi auguro congrue, rispetto allo stato di devastazione di un vasto territorio, tale passaggio è certo condizione necessaria ma non sufficiente. Cantiano, nella sua tragedia, ha avuto due fortune:
1) La dichiarazione dello stato di calamità naturale il giorno dopo l’avvenuta tragedia (il Governo Draghi dichiara lo stato di emergenza in data 17/09/2023) dandoci la possibilità, da subito, di impegnare soldi che non avevamo per incaricare ditte per rimuovere il pericolo immediato e ripristinare i servizi alla comunità;
2) Lo stanziamento da parte del Governo Meloni di 400 milioni di euro nel prossimo triennio; stanziamento che, seppur parziale, (la Regione Marche ha un danno quantificato di circa 1 miliardo di euro), è una base certa per poter programmare i primi interventi di ristoro e ripristino dei danni. Il paradosso è però quello di non riuscirgli a spendere, proprio per le motivazioni che abbiamo elencato. Quindi la richiesta e l’appello, da parte di chi ha già vissuto le inefficienze del sistema Italia sulla propria pelle, è quello di introdurre dei meccanismi emergenziali paritari tra la fase emergenziale iniziale e quella del post-calamità e della ricostruzione. Solo così la condizione necessaria dello stanziamento di risorse può diventare efficace a supportare in maniera rapida e concreta quel meccanismo di ripartenza coordinato tra pubblico, privato ed attività d’impresa.
da Alessandro Piccini - sindaco di Cantiano






















