Il Consiglio regionale accoglie la mozione a firma Latini, Marcozzi, Pasqui, Rossi, Elezi e Santarelli con cui si chiedono nuove regole per agevolare lo svolgimento dell’attività lavorativa da domicilio e garantendo la permanenza residenziale nell’entroterra montano
Iniziative di legge, provvedimenti regolamentari e amministrativi, rimodulazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro pubblico e privato, affinché si possa favorire lo svolgimento dell’attività lavorativa “a distanza” per chi risiede nelle aree interne e montane della regione Marche, contribuendo così all’obiettivo di contrastare lo spopolamento di quei luoghi. È questo il passaggio principale della mozione approvata dal Consiglio regionale, di cui si sono fatti promotori il Presidente dell’Assemblea Dino Latini (Udc, primo firmatario), e i consiglieri Jessica Marcozzi e Gianluca Pasqui (FI), Giacomo Rossi (Civici Marche), Lindita Elezi (Lega), Luca Santarelli (Rinasci Marche). Il provvedimento considera “positiva” l’esperienza maturata durante l’emergenza Covid in quanto alla sperimentazione del lavoro agile, condizione, quest’ultima, utile all’applicazione del lavoro “da remoto” per quella popolazione residente nelle zone interne e montane delle Marche. “Favorendo le condizioni per il lavoro agile per quegli occupati residenti nelle aree interne – sottolinea Latini – potremmo tentare di frenare l’emigrazione da quei luoghi verso zone già molto popolose. Quella del lavoro a distanza è un’esperienza che ha rappresentato un valido presidio contro le tante difficoltà create dal Covid – ha concluso Latini – e che potrebbe tramutarsi in uno strumento per contrastare lo spopolamento, contribuire alle politiche di ripopolamento e migliorare le condizioni di welfare individuale”.
L.B.






















