di Anna Maria Polidori
Lo scorso 13 e 14 giugno gli allievi della scuola federale Rally dell’Automobil Club Italia hanno attraversato il territorio di Morena per sessioni teorico-pratiche che poi sono state valutate da esperti istruttori. I ragazzi sono partiti dalla località di Caileto. La cosa è stata a dir poco agevolata dall’amministrazione comunale con un dispiego non indifferente di giornalisti di reti televisive e testate specializzate affinché vi fosse enorme copertura. Peccato che i residenti non ci stiano più. L’incanto del passato per i rally è stato soppiantato da un sano realismo. “Dove passeremo se tutte le strade ci verranno distrutte?” si chiedono gli abitanti. Col del Cece è diventata impraticabile anche a causa dello sfruttamento con i rally di Sanremo. Dissestata e mai riaggiustata seriamente, la scelta questa volta è caduta sull’unica strada che resta transitabile a parte la comunale: quella di Morenicchia, che sfocia sulla provinciale e che connette il territorio con le Marche. Assai praticata dalla popolazione, i residenti si dicono preoccupati. Una signora, Pasquina Radicchi che vive nel borgo comincia sconsolata: “So che i rallisti dovrebbero ritornare. I nostri uomini hanno buttato carrettate di breccia perché un tratto è ridotto male. Mia figlia percorre spesso questa strada. Il transito è ancora possibile ma le condizioni non sono ottimali. Noi non sapevamo niente dell’arrivo del rally. Abbiamo letto un cartellone affisso da qualche parte che lo annunciava. Quei giorni ci ha raggiunto pure una grande pioggia e questa, se possibile ha perfino peggiorato quanto fatto dalle auto da corsa”.
Antonella Diomaiuta vive alla Capanella con il marito Giuseppe Martinelli. “Una polvere allucinante. Siamo stati costretti a vivere blindati e la strada che ci avevano riaggiustato di recente sta andando in malora”. Giuseppe aggiunge che spera vengano fatti i lavori una volta finite queste sessioni.
Anna Maria Martinelli è la più agguerrita. “Sono giorni che provo a contattare Francesco Pierotti che dovrebbe essere il tizio che si occupa della manutenzione delle strade. Non possiamo continuare così. Non possiamo sempre subire e non è giusto lasciare la popolazione in questo stato”. Anna Maria fornisce esempi: “I giorni scorsi una coppia, che evidentemente era arrivata con il navigatore si stava dirigendo verso un agriturismo del posto. Sono rimasti scioccati dalla strada che stavano percorrendo. Volevano tornare indietro, nessuno li aveva avvisati che potevano imbattersi in questo inferno. Li ho incoraggiati a proseguire però mi sono sentita mortificata per loro”.
Anna Maria ha parlato anche con la protezione civile. “Il 13 i rallisti passeranno di nuovo lungo la nostra strada. La percorro quasi ogni giorno e come me diversa gente. Verrà di nuovo bersagliata, dopo essere stata mortalmente ferita dall’alluvione del 15 settembre senza che venisse riaggiustata. È lunga 1 km e mezzo. Lo scriva pure perché l’ho detto anche a quelli della protezione civile: se non risistemeranno il manto dopo il passaggio delle automobili farò un esposto alla Procura della Repubblica”. Cominciare a capire quale sia la soglia di tolleranza da concedere all’amministrazione comunale di Gubbio che prende tanto e niente restituisce a Morena con lo sfruttamento delle strade è più che auspicabile, cominciano a pensare agli abitanti. Non solo: sarebbe bene che certe decisioni non venissero prese dall’alto ma discusse con la popolazione locale. Ritenere un territorio proprietà arbitraria del comune, senza possibilità di confronto con i residenti non porta a niente di buono.





















