Prelievo multiorgano nell’ospedale Santa Croce, a Fano, effettuato all’inizio della Fase 2. È il secondo intervento di questo tipo durante l’emergenza Covid. Donati reni, fegato, pancreas, polmoni e cornee di una donna quarantunenne, ricoverata e deceduta in rianimazione lunedì scorso. «Un intervento eccezionale dell’equipe, che ha potuto prelevare anche polmoni e pancreas», ha sottolineato Edoardo Berselli, direttore sanitario dell’azienda Marche Nord. Le procedure per accertare la morte cerebrale sono iniziate nel pomeriggio di lunedì scorso, mentre l’attività di prelievo multiorgano è stata conclusa ieri mattina nel blocco operatorio del Santa Croce, presidio a Fano dell’azienda Ospedali Riuniti Marche Nord, dove era pronta un’equipe dedicata di professionisti. «Le donazioni di organi sono per le strutture sanitarie un indice di qualità e i risultati ottenuti ne qualificano l’attività», ha specificato Berselli. «Un intervento delicato – ha proseguito – in questa fase in cui l’azienda ospedaliera sta affrontando la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus. Anche in questo caso si è dovuto attendere l’esito del doppio tampone. Un riconoscimento particolare va all’estrema sensibilità e generosità dimostrata in un momento così doloroso dai familiari della paziente deceduta. Insieme con l’impegno di tutti i professionisti della salute, hanno acceso ancora una volta la speranza per altre vite, soprattutto in queste settimane così difficili per l’emergenza sanitaria». Il prelievo multiorgano è un intervento che richiede il ricorso a molteplici professionalità. La nota diffusa oggi dall’azienda Marche Nord ne dà ampia descrizione: «Le procedure medico legali inerenti l’accertamento della morte cerebrale, quelle organizzative relative a prelievo e trasporto degli organi e le verifiche cliniche dell’idoneità degli organi al trapianto sono state condotte dal collegio medico composto dai professionisti di rianimazione, neurologia, anatomia patologica e direzione medica di presidio in collaborazione con il personale medico, infermieristico della rianimazione e del blocco operatorio. Il collegio medico e le equipe esterne intervenute per il prelievo di organi hanno effettuato le procedure per il prelievo e le donazioni degli organi». In conclusione, tutto ciò «è il frutto di un’organizzazione specifica, del lavoro dei coordinatori locali, delle direzioni mediche di presidio e di tutti i professionisti che a vario titolo contribuiscono alle operazioni».
Sopra un’immagine di repertorio, nella foto grande l’ospedale Santa Croce





















