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di Anna Maria Polidori 

“Sa: in realtà non me lo ha chiesto nessuno. La cosa è nata da un’innocente conversazione con un amico. Ci siamo detti: perché non fare qualcosa a Tavullia per omaggiare Valentino Rossi?“. Ettore Gambioli, scultore cagliese con la passione per le moto, comincia a raccontarci  la genesi del suo magnifico mosaico dedicato a Valentino Rossi, presentato al mondo intero lo scorso mercoledì 12 luglio nel paese natale del nove volte campione del mondo. “Ho esposto il mio progetto al sindaco di Tavullia, Francesca Paolucci. Ancora dovevo capire se potesse interessargli la mia idea. La risposta è stata entusiasmante”. Come ha “pensato” questo progetto? “Beh, in principio ero partito con l’idea di fare qualcosa in pietra. Poi ho scartato l’ipotesi, perché Valentino è giovane, dinamico e volevo che la mia creazione rispecchiasse chi è lui nel profondo. Così ecco l’idea di un mosaico di ceramiche colorate attaccate ad un supporto in marmo di Carrara. Sono la bellezza di 500!”. Ettore racconta poi che: “La multinazionale Renco mi ha pagato il lavoro svolto mentre al Comune è spettata la messa in opera, realizzazione dell’area di sosta e fondamenta”. L’installazione consta di una pietra del peso di circa 10 quintali per un totale di 4×3, cornice inclusa. Perché una cornice aperta? “Volevo che l’immagine di Valentino entrasse nel paesaggio e che fosse vista come parte imprescindibile del territorio. Uniti e vincenti insieme. La posizione che abbiamo scelto per questo effetto è stata strategica. I colori vivaci per rappresentare il Dottore che fa una curva sono un omaggio al carattere sgargiante ed allegro di Valentino”. Rossi era presente. Che ci può dire?  “È stato molto gentile. Ha firmato autografi e è rimasto contento dell’opera”. Quanto tempo ha impiegato per fare questo lavoro? “Tre mesi e ho ricevuto pure l’aiuto di mio padre, un appassionato di pittura e d’arte”. Intanto Ettore ci anticipa una bella novità: “Domani vado a Pontedera sede della Piaggio e della Guzzi per portare con me circa 75 dipinti e sculture per un’esposizione presso il Museo Piaggio che partirà all’inizio di settembre fino a novembre. Quando ho terminato di togliere i quadri da casa ho pensato: oddio, mi sembra che non ci sia più niente qui dentro! Li abbiamo rimossi dalle cornici, catalogati. Un bel lavorone”. Questo con la Guzzi è stato per lei un bel trampolino di lancio. “Adoro le moto, i motori e la Guzzi. Sì, la mia fortuna fu l’aver inviato alcuni dei miei acquerelli alla rivista Bicilindrica nel 2004. Via, le dirò come andò. Loro volevano propormi una rubrica pagandomi ogni volta. Io risposi: no grazie, voglio la rubrica ma lavorerò gratis, per crearmi più libertà di movimento, ma, al tempo stesso vivendo questa esperienza come una forma di investimento. Difatti questa visibilità poi mi ha portato a fare la scultura Guzzi”. Sono dipinti grandi. “No, piccini. L’acquerello non si presta a grandi formati”. Ettore ha dialogato con due architetti di Pontedera per la mostra di settembre aggiungendo che i progetti di questi signori su di lui e sulla sua arte sono ancora più ambiziosi: “Vorrebbero portare i miei quadri e le mie sculture in giro per il mondo. D’altra parte la motoring art sta sempre più uscendo dal seminato”.

 

 

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