Marta Ruggeri
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La vicenda della discarica di Riceci sancisce il fallimento del modello di gestione misto pubblico-privato dei rifiuti nella provincia di Pesaro. Quello che sta succedendo, infatti, discende direttamente dalle criticità del modello scelto per la gestione dei rifiuti fin dalla costituzione di Marche Multiservizi S.p.a., dove il socio privato Hera S.p.a., al quale è garantita da statuto la titolarità della gestione, persegue legittimamente la massimizzazione del profitto d’impresa e della remunerazione del capitale investito, mente la parte pubblica, costituita dai Comuni soci, non è minimamente in grado di tutelare gli interessi e i diritti dei cittadini/utenti del territorio nel quale è operato il servizio; interessi e diritti che passano in secondo piano, quando non vengono letteralmente calpestati.

Le modalità adottate per la gestione dei rifiuti sono la dimostrazione lampante di questo assunto: è dal 2017 che in Provincia di Pesaro, nel silenzio di tutte le forze politiche ad esclusione del Movimento 5 Stelle, viene adottata una pratica di conferimento intensivo, nelle discariche di Urbino e Tavullia, di rifiuti speciali di provenienza da attività produttive fuori provincia e fuori regione, inclusa San Marino. Una pratica adottata in palese violazione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti con l’accordo di programma del 31.03.2017 tra il gestore privato del servizio di igiene urbana Marche Multiservizi, l’A.T.A., la Provincia, i Comuni di Tavullia e Urbino, e l’Unione Montana Alta Valle del Metauro. Una pratica che ha portato alla saturazione anticipata, rispetto ai programmi, della discarica di Cà Lucio, e la riduzione drastica del volume di abbancamento disponibile nella discarica di Cà Asprete, con grave pregiudizio per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani che saranno prodotti dai cittadini della provincia, ma con introiti milionari nelle casse di Marche Multiservizi S.p.a., la società mista pubblico-privata che gestisce le due discariche.

Il progetto della discarica di Riceci è figlia di questa gestione scellerata, che dura da 6 anni nell’indifferenza generale, e che ha accorciato di 15 anni la vita utile delle due discariche di Marche Multiservizi secondo le stime effettuate sulla base dei dati inseriti nel piano d’ambito, privando la collettività di una risorsa preziosa quale lo spazio di abbancamento dei rifiuti solidi urbani nelle discariche territoriali.

Ora che le discariche esistenti sono praticamente esaurite, si propone come indispensabile una nuova discarica da 5 milioni di tonnellate di Rifiuti in un posto incantevole come la valletta di Riceci, a poco più di un chilometro dall’abitato di Gallo di Petriano. E il business dei rifiuti va avanti a suon di milioni.

Solo dopo la sollevazione popolare, e di questo dobbiamo ringraziare l’opera dei comitati spontanei di cittadini, la politica si sveglia, ma è tardi: i loro rappresentanti hanno già avallato tutte le decisioni proposte in tal senso dall’amministratore di Marche Multiservizi Mauro Tiviroli. Un risveglio tardivo da parte dei Sindaci e del Presidente della Provincia, fino ad oggi sempre ben allineati e tacitamente accondiscendenti con le discutibili scelte di Marche Multiservizi.

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I milioni di euro già investiti in questo progetto da Marche Multiservizi e dal suo partner di San Marino mi fanno purtroppo pensare che i promotori della discarica siano ben sicuri del buon esito dell’operazione, e che le dichiarazioni dei politici valgano zero, come ha ammesso il Sindaco di Urbino Gambini al termine dell’ultimo Consiglio comunale. Per tale motivo non mi fido delle dichiarazioni contrarie dei politici, dopo tanta muta accondiscendenza, che temo siano solo strumentali a svalicare l’ostacolo delle elezioni amministrative del prossimo anno.

Nessuno dei Sindaci dei Comuni soci, peraltro, ha ancora chiesto la convocazione dell’assemblea dei soci di Marche Multiservizi per imporre alla parte privata un indirizzo che ponga fine all’operazione Riceci, né ha chiesto le dimissioni dell’Amministratore Delegato Tiviroli.

Da parte mia, per quello che mi compete, ho chiesto, ed ottenuto, che sia portata all’esame dell’Assemblea legislativa regionale un’interpretazione autentica del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti che faccia definitiva chiarezza sulla posizione della Regione in merito alla conformità tecnica e legale di questo progetto di discarica con quel regolamento regionale vigente, unica possibilità concreta di bloccare il progetto.

Siamo in attesa di riceverla e di discuterla nell’Assemblea legislativa regionale, e sollecitiamo l’assessore Aguzzi a portarla al più presto in aula.

Marta Ruggeri, capogruppo M5S in consiglio regionale

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