Ai cittadini che giustamente si sono mobilitati contro la discarica che Marche Multiservizi intende fare nella valletta di Riceci dico che è presto per dichiarare lo scampato pericolo: è necessario continuare a vigilare. Il tentativo di scempio ambientale e paesaggistico al momento è solo rinviato a tempi migliori, possibilmente dopo le elezioni amministrative del 2024 che interessano molti Comuni del territorio. La sollecitazione dell’azienda ai Comuni di presentare entro fine anno proposte alternative dove localizzare la discarica è velleitaria. Sappiamo bene quanto sarebbe complicato individuare un luogo idoneo, per di più in soli 5 mesi.
Né mi tranquillizzano le dichiarazioni dell’Assessore regionale all’ambiente Aguzzi e la lettera che ha invitato in Provincia, che si vuole far passare per l’interpretazione autentica del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti che ha chiesto la sottoscritta con una mozione approvata all’unanimità nell’assemblea legislativa regionale e rilanciata dal Presidente della Provincia Paolini.
Quella è solo un’opinione che può essere smentita domani mattina. L’interpretazione autentica è tecnicamente una Deliberazione Amministrativa approvata dall’Assemblea legislativa regionale, come quella approvata per il caso di Relluce, in provincia di Ascoli, in tema di regole applicabili agli ampliamenti delle discariche. Solo un atto come quello può avere un valore legale nei confronti delle parti interessate. Le opinioni espresse, seppur da autorevoli fonti, lasciano il tempo che trovano. Per avere effetti giuridicamente vincolanti servono leggi, regolamenti o atti amministrativi deliberati nelle sedi competenti. In questo caso, solo l’Assemblea legislativa regionale può dare un’interpretazione giuridicamente vincolante su un atto da essa stessa approvato nel 2015, ovvero il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti. Per questo motivo ho presentato una interrogazione a risposta immediata in Consiglio regionale per chiedere all’assessore se intende portare in votazione in Assemblea legislativa l’interpretazione del PRGR in merito alla definizione di rifiuti urbani che possono essere allocati nelle discariche distanti a meno di 2000 metri dai centri abitati, ovvero se la definizione comprende solo quelli di provenienza domestica oppure anche quelli di provenienza dalle attività produttive, come è indicato nel progetto di discarica presentato in Provincia per il Parere Unico Regionale in merito al progetto di discarica di Riceci. Martedì avremo qualche risposta nelle sedi opportune.
Marta Ruggeri. capogruppo M5S in consiglio regionale






















