Si è da poco conclusa a Fano la settima europea della mobilità sostenibile. Tante le iniziative interessanti tra cui il protocollo sottoscritto tra Comune di Fano, Ami-Adriabus, Forbici, Aset e un gruppo di imprese della zona industriale di Bellocchi volto a sviluppare azioni per facilitare i percorsi casa lavoro. Però per quanto concerne le ciclabili la Giunta fanese dà i numeri. In una conferenza stampa l’assessora Brunori ha affermato che nell’arco dei due mandati (quindi dal giugno 2014 ad oggi) l’amministrazione comunale guidata da Seri ha realizzato ben “41 km di piste ciclabili, ma 20 sono da doppio senso di marcia, di conseguenza il totale è par a 61”. A Fano ci viviamo e andiamo in bicicletta tutti i giorni, per cui sorge spontanea la domanda: ma dove sono questi 41 chilometri di piste ciclabili? Cominciamo con l’evidenziare l’assurdo conteggio dei 20 km aggiuntivi perché alcune piste sono a doppio senso di marcia. Come se l’autostrada da Fano a Ancona Nord invece di misurare 44 km, fosse 264 km perché è a sei corsie! Poi, parlando di piste ciclabili realizzate ex novo negli ultimi dieci anni i numeri non tornano. Abbiamo rifatto i conteggi e pure considerando i percorsi promiscui, che sono configurabili più come marciapiedi che come piste ciclabili, siamo intorno ai 17 km. (Fenile, S. Orso, Campo Aviazione, Pontesasso, Viale Alighieri, Viale Adratico, Interquartieri, Via Fornace, Via Modigliani, Viale Mariotti, Bellocchi, zona Porto, Viale Piceno, Centinarola, Arzilla). Forse nel calcolo l’assessora Brunori ha considerato le piste in progetto o quelle di cui ha rifatto le strisce orizzontali o i cordoli, quelle concluse da altri sindaci ma sulle quali è stata rifatta l’illuminazione o l’asfaltatura. Tuttavia, anche sommando tutte le piste ciclabili e i percorsi promiscui realizzati fino ad oggi abbiamo difficoltà a credere che si raggiungano i 61 km propagandati. Ma a parte la lunghezza dei percorsi ciò che più ci interessa sono piste ciclabili “naturalmente compatibili”. Perché non si può più continuare ad abbattere alberi per fare nuove ciclabili o per adeguare quelle esistenti. Sembra infatti che per il rifacimento della ciclabile di Viale Kennedy saranno “uccisi” due rigogliosi lecci. Ciò non è più tollerabile.
La Lupus in Fabula - Claudio Orazi






















